Edifici non isolati
Case e condomini costruiti prima degli anni ’90, con muri senza isolante: il guadagno è massimo.

Il cappotto è uno degli interventi più efficaci per ridurre i consumi, ma non è sempre la scelta giusta. Ecco come capire se conviene sul vostro edificio.
Case e condomini costruiti prima degli anni ’90, con muri senza isolante: il guadagno è massimo.
Se la facciata va già ripristinata o tinteggiata, aggiungere l’isolamento costa relativamente meno.
Il cappotto alza la temperatura delle pareti interne e riduce la condensa.
Pareti a nord o molto soleggiate: comfort migliore d’inverno e d’estate.
Isolare prima permette di installare un impianto più piccolo ed efficiente.
Nel 2026 l’ecobonus è al 50% per l’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili.
Nei centri storici vincolati spesso la facciata non si può modificare: si può isolare dall’interno con contropareti in cartongesso. Dove serve un rivestimento di pregio o molta protezione dal caldo, la facciata ventilata è un’alternativa più costosa ma molto durevole.
Il risultato dipende dalla posa: angoli, davanzali, balconi e raccordi con i serramenti sono i punti critici. Leggete come lavoriamo nella pagina cappotto termico.
Il costo iniziale è l’aspetto che pesa di più: servono ponteggi, un sistema certificato e una posa accurata. Le detrazioni ne recuperano una parte, ma conviene valutare il risparmio reale sul vostro edificio con una diagnosi.
Lo spessore si vede: davanzali, soglie, gronde e pluviali vanno adattati, e vicino ai confini bisogna verificare distanze e regole comunali (le norme sull’efficienza energetica permettono in genere di non conteggiare gli spessori dell’isolamento entro certi limiti).
Sulle facciate in mattoni a vista o in cortina il cappotto esterno copre il paramento. Le alternative sono il cappotto con finitura in listelli che riproducono il mattone, l’insufflaggio nell’intercapedine quando il muro è a cassa vuota, oppure il cappotto interno.
Infine conta la qualità della posa: un cappotto posato male, con pannelli non tassellati, angoli senza rinforzi o raccordi trascurati intorno alle finestre, può creare crepe e ponti termici. Per questo usiamo sistemi certificati completi.
Il più diffuso: leggero, isolante e conveniente. Ideale su case e condomini senza esigenze particolari.
Incombustibile e traspirante: la scelta per edifici alti, vie di fuga e dove serve più sicurezza al fuoco.
Ottima per il caldo estivo e per le case in legno; più spessa a parità di isolamento.
Naturale e stabile, adatto anche a zoccolature ed edifici storici.
Pochi millimetri per isolare dove lo spazio manca, per esempio su spalle delle finestre e balconi; costa di più.
Pannelli resistenti all’acqua per la parte bassa della facciata, a contatto con il terreno.
Gran parte del Veneto e del Friuli Venezia Giulia ricade nella zona climatica E, le località di montagna come Belluno e Cortina nella zona F. Per accedere all’ecobonus la parete isolata deve rispettare un valore massimo di trasmittanza fissato per ogni zona: lo spessore dell’isolante si calcola da lì, in base al muro esistente e al materiale scelto.
Con i materiali più comuni servono di solito alcuni centimetri in più nelle zone montane. Al sopralluogo misuriamo il muro, verifichiamo il tipo di supporto e vi diamo spessore e stratigrafia scritti nel preventivo.
Sì, con una finitura in listelli che riproducono il mattone; in alternativa si isola dall’interno o, se il muro ha un’intercapedine, con l’insufflaggio. Al sopralluogo verifichiamo quale soluzione è possibile.
Le spalle delle finestre diventano un po’ più profonde. Si limita l’effetto con isolanti sottili sulle spalle e, quando si cambiano anche i serramenti, posandoli più verso l’esterno.
Sì, riduce il calore che entra dalle pareti; con isolanti ad alta densità, come la fibra di legno, il comfort estivo migliora ancora.
Sì, per le facciate condominiali serve una delibera dell’assemblea.
Indirizzo e anno di costruzione: veniamo a vedere e ve lo diciamo.