Nessun server da mantenere
Niente macchina in azienda che invecchia, niente sostituzione ogni cinque anni, niente ventole che si fermano ad agosto con l'azienda chiusa.
Un gestionale cloud gira su un server raggiungibile via internet e si usa dal browser, senza installare niente. Il vantaggio non è la parola cloud: è che chi lavora in sede, chi è in un'altra filiale e chi è dal cliente vedono lo stesso dato nello stesso momento.

È una domanda che ci fanno quasi sempre e a cui non esiste una risposta unica, per quanto il mercato spinga da una parte sola. Vale la pena guardare i due casi per quello che sono, senza entusiasmo e senza diffidenza.
Il software gestionale cloud conviene quando avete più sedi o persone che lavorano fuori, quando non avete nessuno in azienda che si occupi di server, e quando volete che gli aggiornamenti e i backup siano un problema di qualcun altro. Il costo si sposta da un investimento iniziale a un canone: più prevedibile, non necessariamente più basso su un arco di cinque anni.
Il server in azienda ha ancora senso in due casi concreti. Se avete macchinari o strumenti in rete locale che il gestionale deve interrogare, tenere tutto vicino elimina un problema di latenza e di connessione. E se la vostra connessione internet è debole o instabile — succede più spesso di quanto si dica, anche in zone industriali — un gestionale in cloud diventa un rischio operativo quotidiano, non una comodità.
La terza strada, che nella pratica scegliamo spesso, è mista: il grosso in cloud e un componente locale che continua a funzionare quando la linea cade, sincronizzando dopo. Costa qualcosa in più e toglie l'unica obiezione seria al cloud.
Non sono argomenti di vendita: sono le cose che smettono di essere un vostro problema.
Niente macchina in azienda che invecchia, niente sostituzione ogni cinque anni, niente ventole che si fermano ad agosto con l'azienda chiusa.
Il backup che funziona è quello automatico e verificato. Quello manuale, nella nostra esperienza, viene fatto finché qualcuno se ne ricorda — cioè fino al primo periodo di lavoro intenso.
Nessuno resta indietro con una versione vecchia. Gli aggiornamenti vengono applicati una volta e valgono per l'intera azienda.
Sede, filiale, magazzino esterno e chi lavora da casa vedono la stessa cosa aggiornata, senza allineamenti serali.
Se raddoppiano gli utenti o i dati, si aumenta la capacità senza comprare hardware nuovo e senza fermi.
Un problema fisico in azienda — allagamento, furto, incendio — non porta via anche i dati aziendali.
È la domanda che va fatta a chiunque vi proponga un gestionale cloud, noi compresi, e la risposta va messa nel contratto e non in una conversazione. Tre cose, tutte verificabili.
Primo: in quale paese stanno fisicamente i server. Per un'azienda italiana che tratta dati di clienti e dipendenti, tenerli nell'Unione Europea semplifica sensibilmente gli adempimenti sulla protezione dei dati. Noi lavoriamo con datacenter europei e ve lo indichiamo per iscritto.
Secondo: come si esportano i dati e in che formato. Deve esistere un modo documentato di portare via tutto, in un formato leggibile da un altro programma, quando volete voi e senza chiedere il permesso. Se questa risposta è vaga, il canone che state per firmare non è un canone di servizio: è il prezzo per continuare ad accedere a roba vostra.
Terzo: che succede se smettete di pagare o se il fornitore chiude. Deve esserci un periodo dichiarato in cui i dati restano recuperabili. Sono le tre domande che riducono di più il vostro rischio, e valgono per qualunque fornitore, non solo per noi.
Qui non esiste un prezzo di listino onesto, perché un gestionale si costruisce sul modo in cui lavorate. Quello che possiamo dire prima è il punto di partenza e come arriviamo alla cifra: analisi, preventivo a prezzo fisso, e da lì non si muove.
da 1.500 €progetto
IVA inclusa · cifra definita dopo l'analisi, poi non cambia
Con la sola versione cloud, no: senza linea non si lavora. È l'obiezione più seria e la trattiamo apertamente. Se la vostra connessione non è affidabile o il fermo sarebbe costoso, prevediamo una parte locale che continua a funzionare offline e si allinea al ritorno della linea. Costa qualcosa in più ed elimina il problema.
In termini pratici, un datacenter professionale è più sicuro del server sotto la scrivania in ufficio: alimentazione ridondata, backup automatici verificati, aggiornamenti di sicurezza costanti. Quello che va verificato non è la sicurezza tecnica ma le condizioni contrattuali: dove stanno i dati, come si esportano, cosa succede se il rapporto finisce.
Ci sono due voci: lo sviluppo del software su misura, che è un progetto, e il canone di hosting e manutenzione, che è mensile e dipende da quanti utenti e quanti dati. Il canone di una PMI tipica è dell'ordine di poche centinaia di euro al mese, sensibilmente meno del costo reale di mantenere un server proprio contando sostituzioni e tempo di gestione.
Dipende da come è fatto. Alcuni programmi si possono pubblicare in un ambiente remoto e continuare a usarli via browser con poche modifiche; altri sono legati al computer su cui girano e la migrazione equivale a rifarli. Lo verifichiamo prima di preventivare, e se la risposta è che non conviene lo diciamo.
Solo le persone a cui date accesso, con permessi diversi per ruolo: chi vede il magazzino non vede necessariamente i margini. Gli accessi sono tracciati, quindi si sa sempre chi ha visto e modificato cosa. È utile per il controllo interno quanto per gli adempimenti sulla privacy.