Campagne sulla rete di ricerca
Le parole che i tuoi clienti digitano quando hanno già un problema da risolvere. Sono le campagne che portano preventivi, perché intercettano chi sta cercando adesso e non chi sta guardando.
Una campagna Google Ads è la via più rapida per comparire in cima quando qualcuno cerca esattamente quello che vendi. È anche il modo più rapido per bruciare budget se nessuno guarda i numeri giusti. Noi partiamo dal costo per contatto, non dalle impression.

Quattro tipi di campagna coprono quasi tutte le richieste che arrivano.
Le parole che i tuoi clienti digitano quando hanno già un problema da risolvere. Sono le campagne che portano preventivi, perché intercettano chi sta cercando adesso e non chi sta guardando.
Google distribuisce lo stesso budget su ricerca, Maps, YouTube, Gmail e Display. Funziona bene se il tracciamento è corretto, malissimo se non lo è: per questo la impostiamo solo dopo aver messo a posto le conversioni.
Chi ha visitato il sito e non ha scritto. Costa poco e chiude una parte dei contatti che avresti perso, soprattutto quando il ciclo di acquisto è lungo.
Campagne agganciate al profilo Google Business, per chi vende in una provincia e non in tutta Italia. Raggio, orari e chiamate dirette dall'annuncio.
La maggior parte degli account che ci arrivano ha lo stesso problema: le conversioni non sono tracciate, oppure sono tracciate male. Vengono contate le visite alla pagina contatti invece degli invii, le chiamate non sono registrate, i moduli passano da un plugin che non comunica con Google. Il risultato è che l'algoritmo ottimizza verso un obiettivo sbagliato e tu paghi per traffico che non compra.
Il primo intervento è sempre lo stesso: sistemare il tracciamento. Modulo, telefonata, WhatsApp, prenotazione — ogni azione che vale un contatto viene registrata con il suo valore. Da quel momento la domanda smette di essere «quanti clic ho preso» e diventa «quanto mi costa una richiesta», che è l'unica che conta.
Da lì l'ottimizzazione è ordinaria amministrazione: si tagliano le parole che spendono senza convertire, si spinge dove il costo per contatto è basso, si riscrivono gli annunci che hanno un tasso di clic sotto la media. Ogni mese, non ogni tanto.
Google Ads e SEO risolvono lo stesso problema in tempi diversi. Gli annunci danno visibilità dal primo giorno e smettono nel momento in cui spegni il budget; il posizionamento organico richiede mesi ma poi continua a portare contatti senza costo per clic.
Quando li seguiamo entrambi, i dati delle campagne diventano il materiale con cui si scrive il sito: sappiamo con esattezza quali parole portano richieste e quali portano solo curiosi, e le pagine si costruiscono su quelle. È il motivo per cui chi parte dagli annunci arriva prima anche sull'organico.
Sai sempre quanto stai spendendo, per quali parole e quanto ti costa un contatto.
Dipende dal settore, ma sotto i 500 € al mese di spesa pubblicitaria i dati sono troppo pochi perché l'ottimizzazione funzioni: si finisce per decidere a intuito. Per la maggior parte delle aziende B2B locali un budget tra 600 e 1.500 € al mese è il punto in cui le campagne iniziano a dare numeri leggibili.
Un canone mensile fisso concordato prima, non una percentuale sulla spesa. La percentuale crea un conflitto di interessi evidente: chi la applica guadagna di più quando tu spendi di più, anche se non serve.
I primi contatti arrivano nei primi giorni. I numeri affidabili servono tre o quattro settimane, il tempo che l'algoritmo raccolga abbastanza conversioni. Chi promette risultati stabili in una settimana sta descrivendo la fortuna, non un metodo.
Non sempre, ma la pagina dove atterra l'annuncio conta quanto l'annuncio. Se è lenta, poco chiara o senza un modulo visibile, paghi clic che si perdono. In quel caso conviene sistemare la pagina di destinazione prima di alzare il budget.
Sì. Seguiamo campagne in italiano, tedesco, inglese, francese e spagnolo per clienti in Austria, Germania, Svizzera, Francia e Spagna, con fatturazione intracomunitaria in reverse charge.
Le formulazioni sono tante — gestione campagne Google Ads, gestione Google Ads, agenzia Google Ads, Google Ads agenzia — e indicano tutte lo stesso servizio. Quello che cambia da fornitore a fornitore è cosa c'è dentro, e vale la pena chiederlo prima di firmare.
Il lavoro serio comprende quattro cose: il tracciamento delle conversioni sistemato prima di investire un euro, perché senza quello si ottimizza al buio; la struttura delle campagne e delle parole chiave, comprese le escluse, che sono la metà del risparmio; le inserzioni e le pagine di destinazione, perché una campagna perfetta su una pagina che non converte è denaro bruciato; e la misura sul costo per contatto acquisito, non sui clic.
Il remarketing Google Ads è la voce con il ritorno più alto e anche la più fraintesa: non serve a inseguire chi non vi conosce, serve a tornare davanti a chi era già arrivato sul sito e non ha completato. Su un ciclo di vendita B2B lungo, dove la decisione richiede settimane, è spesso la parte che rende di più dell'intera campagna.
Sulla lead generation B2B diciamo una cosa che non aiuta a vendere: se il vostro sito non risponde alle obiezioni di chi deve scegliere un fornitore, le campagne portano richieste che non si chiudono. In quel caso il primo investimento utile non è in pubblicità, è nelle pagine. Lo diciamo al primo incontro, non al terzo mese.
Gestione campagne Google Ads, gestione campagna Google Ads, gestione Google Ads, agenzia Google Ads, consulente Google Ads, gestione AdWords, campagne AdWords: il nome vecchio si usa ancora e indica la stessa cosa. Quello che cambia davvero fra un fornitore e l’altro non è la piattaforma, è cosa considera un risultato.
La domanda da fare prima di firmare è una sola: cosa mi mostrerete alla fine del mese? Se la risposta è clic, impressioni e costo per clic, state comprando traffico. Se la risposta è quante richieste sono arrivate, da quali parole e quante sono diventate clienti, state comprando lavoro. La seconda richiede che le conversioni siano tracciate bene prima di partire, ed è il motivo per cui la prima settimana di una campagna seria non si spende quasi niente.
C’è anche un uso di Ads che quasi nessuno propone e che vale molto: farne una piccola campagna per due settimane prima di decidere i contenuti del sito. Vi dice con dati veri quali parole portano richieste e quali solo curiosi, e quella informazione indirizza mesi di lavoro SEO molto meglio di qualsiasi ipotesi.