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E-commerce

Realizzazione e-commerce: il negozio è la parte facile.

Mettere online un negozio funzionante non è più difficile da anni. La parte che decide se venderete è tutta dopo: chi aggiorna il catalogo, chi risponde, chi prepara i pacchi, e come le persone trovano il vostro negozio invece di quello di qualcun altro.

Mockup di e-commerce: negozio online con carrello, spedizione gratuita, abbonamento e pagamenti sicuri
Mockup illustrativo: negozio online con carrello, abbonamenti e pagamenti.
Prima di partire

Sei domande a cui rispondere prima di aprire

Se tre di queste risposte non ci sono, la creazione dell'ecommerce va rimandata: non è un problema tecnico.

01

Chi aggiorna il catalogo?

Prezzi, disponibilità, prodotti nuovi, foto. È un lavoro continuo e va assegnato a una persona con del tempo, non aggiunto alla fine della giornata di qualcuno.

02

Chi risponde alle domande?

Chi compra online scrive prima di comprare e si aspetta risposta in poche ore. Un negozio che risponde dopo due giorni perde quasi tutte le vendite in dubbio.

03

Chi prepara e spedisce?

Con dieci ordini al giorno è mezza giornata di lavoro fisico. Va previsto, altrimenti diventa il collo di bottiglia esattamente quando le cose iniziano ad andare bene.

04

Le giacenze sono affidabili?

Vendere online quello che a magazzino non c'è è il modo più veloce di prendersi recensioni negative. Se il magazzino a sistema non coincide con quello reale, il primo lavoro è quello.

05

Come vi trova la gente?

Un negozio nuovo è invisibile per mesi. Serve un piano — ricerca, campagne, mercati esistenti, clienti che già avete — e un budget. Senza, il negozio resta fermo a zero.

06

Che margine avete?

Fra commissioni di pagamento, spedizione e resi se ne va una fetta consistente. Su prodotti a basso margine il conto va fatto prima, non dopo il primo trimestre.

La scelta tecnica

Quale piattaforma, e perché contano poco

La domanda su quale piattaforma usare arriva sempre per prima ed è quasi sempre la meno importante. Le piattaforme diffuse fanno tutte bene le stesse cose: catalogo, carrello, pagamenti, spedizioni. La differenza fra loro incide su una parte marginale del successo di un negozio.

Le due variabili che contano davvero sono altre. La prima: quanto il negozio deve integrarsi con il vostro gestionale. Se le giacenze e i prezzi devono arrivare da lì e gli ordini devono tornare indietro, quella integrazione è il cuore del progetto e va progettata prima di scegliere qualunque cosa. La seconda: quanto è complicato il vostro catalogo — varianti, prezzi per quantità, listini diversi per cliente, prodotti configurabili. Un catalogo complicato esclude da solo metà delle opzioni.

Quello che vi consigliamo dipende da queste due risposte, e in una parte dei casi la risposta è una piattaforma standard in abbonamento senza sviluppo su misura: costa meno, si attiva subito e vi lascia i soldi per far conoscere il negozio, che è dove servono davvero.

I numeri

Cosa costa un e-commerce dopo il primo giorno

Il preventivo di realizzazione è la parte visibile e spesso non è la più grande. I costi di esercizio di un negozio online sono ricorrenti e vanno messi in conto prima di partire, perché sono la ragione più comune per cui un e-commerce viene abbandonato dopo un anno.

Ci sono le commissioni sui pagamenti, che sono una percentuale su ogni transazione. C'è l'hosting, che per un negozio serio non è quello da pochi euro al mese. Ci sono gli aggiornamenti di sicurezza, che su un negozio non sono facoltativi: un e-commerce non aggiornato è un bersaglio, e i dati che custodisce sono dati di pagamento dei vostri clienti. E c'è il tempo delle persone, che è il costo più grande e quello che nessuno mette a preventivo.

Poi c'è il budget per farsi trovare. Un negozio nuovo senza campagne e senza lavoro sul posizionamento riceve visite in numero trascurabile per mesi. Quanto serva dipende dal settore, ma zero non è mai la risposta giusta, e chi vi vende la realizzazione senza dirvelo vi sta lasciando scoprire la parte peggiore da soli.

Una nota di vocabolario utile anche per confrontare i preventivi: realizzazione ecommerce, creazione ecommerce, negozio online e shop online indicano la stessa cosa, e le trovate scritte sia con il trattino sia senza. Quello che cambia fra un preventivo e l'altro non è il nome ma il perimetro: chi carica il catalogo, chi scrive le schede prodotto, chi configura i corrieri, e se l'integrazione con il gestionale è compresa o è una voce a parte. Sono le quattro domande da fare a parità di cifra, perché è lì che due preventivi apparentemente uguali possono differire del doppio.

  • Commissioni sui pagamenti. Una percentuale su ogni ordine, per sempre.
  • Hosting e aggiornamenti. Su un negozio la sicurezza non è opzionale.
  • Tempo delle persone. Catalogo, risposte, spedizioni: è la voce più grande.
  • Budget per farsi trovare. Zero visite non è un problema che si risolve da solo.
Domande frequenti

Le risposte che servono davvero.

Quanto costa la realizzazione di un e-commerce?

Un negozio con catalogo contenuto su piattaforma standard sta nella fascia medio-alta delle quattro cifre. Un e-commerce collegato al gestionale, con listini differenziati o prodotti configurabili, entra nelle cinque. A questo si aggiungono i costi di esercizio, che vi indichiamo nel preventivo invece di lasciarveli scoprire dopo.

Si può collegare al gestionale che ho già?

Nella maggior parte dei casi sì, ed è quasi sempre la cosa che conviene di più. Il collegamento fa arrivare giacenze e prezzi dal gestionale e fa tornare indietro gli ordini, eliminando la persona che ricopia. Va verificato cosa il vostro gestionale mette a disposizione per lo scambio dati: è la prima cosa che guardiamo.

Quanto tempo per aprire un negozio online?

Sei-dieci settimane per un negozio su piattaforma standard con un catalogo già pronto. Il tempo se lo prende quasi sempre il catalogo: fotografie, descrizioni, categorie, attributi. Se ci sono ottocento prodotti da caricare, quello è il progetto, non lo sviluppo.

Meglio un e-commerce o vendere sui marketplace?

Nella pratica, entrambi, e in quest'ordine: i marketplace portano vendite prima ma tengono una commissione alta e non vi lasciano il cliente. Il negozio vostro parte più lento e costruisce un patrimonio che resta. Iniziare dai marketplace per validare i prodotti e aprire il negozio in parallelo è una strategia sensata per chi comincia.

Il negozio resta mio?

Sì: dominio, negozio, catalogo e dati dei clienti sono vostri, e gli accessi ve li consegniamo. Se un domani volete cambiare fornitore, portate via tutto. Sull'e-commerce questa domanda è più importante che altrove, perché in mezzo ci sono gli ordini e i dati dei vostri clienti.

Come lo cercate

E-commerce B2C, negozio online, vendita B2B

E-commerce B2C, ecommerce b2c, negozio online, shop online, vendita online, e-commerce B2B: la sigla sembra un dettaglio da addetti ai lavori e invece decide metà del progetto, perché i due negozi si assomigliano solo da fuori.

Un e-commerce B2C vende a chiunque, con prezzi uguali per tutti, carrello semplice e un lavoro enorme su fiducia, spedizioni e resi. Un e-commerce B2B vende a clienti registrati, ognuno con il suo listino, il suo fido e i suoi sconti, e spesso serve soprattutto a togliere ordini dal telefono e dalla posta invece che a trovare clienti nuovi. Sul secondo abbiamo una pagina dedicata: e-commerce B2B.

Molte aziende che producono hanno bisogno di entrambi, e la scelta seria non è quale piattaforma ma quale dei due si apre per primo. Di solito conviene partire da quello che porta soldi prima, che nella manifattura italiana è quasi sempre il B2B.