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Documenti e archivi

Gestione documentale aziendale.

Il problema non è quasi mai lo spazio: è il tempo. Un certificato che serve adesso sta in una cartella di rete che ha tre nomi diversi, nella posta di una persona, o in un raccoglitore al piano di sopra. Ogni ricerca costa venti minuti a qualcuno che nel frattempo non fa il suo lavoro.

Mockup di software di gestione documentale aziendale: archivio, flussi di approvazione, ricerca nei documenti e scadenze dei contratti
Mockup illustrativo: gestione documentale con archivio, approvazioni, ricerca e scadenze.

Cosa fa il sistema

Quattro cose, costruite sul modo in cui archiviate già oggi.

01

Un posto solo, con un nome solo

Ogni documento entra una volta e sta in un posto solo, con i dati che servono per ritrovarlo: tipo, data, fornitore, commessa, cliente, stato. Niente più tre copie della stessa bolla in tre cartelle diverse, con la differenza che nessuno ricorda.

02

Ricerca che trova

Si cerca per quello che si ricorda — il nome del cliente, il mese, il numero della commessa — e non per il nome del file, che nessuno ricorda mai. Sui documenti scansionati il testo viene riconosciuto, quindi si cerca anche dentro.

03

Versioni e revisioni

Chi ha cambiato cosa e quando, e qual è la versione valida adesso. È il pezzo che serve sui disegni tecnici, sui capitolati e sui contratti, dove lavorare sulla revisione sbagliata costa molto più del software.

04

Scadenze che avvisano

Certificati, attestati, assicurazioni, contratti in rinnovo, verifiche periodiche. Il sistema avvisa prima, alla persona giusta. È la funzione che da sola ripaga il progetto nelle aziende con obblighi documentali.

Quando serve davvero

I segnali che la cartella di rete non basta più

La cartella condivisa funziona benissimo fino a un certo punto, e quel punto si riconosce. Quando qualcuno deve chiedere a un collega dove sta un documento, quando esistono file chiamati definitivo_2_ok_finale, quando la stessa informazione sta in cartella e in posta e non si sa quale sia aggiornata, quando una scadenza è passata perché la ricordava una persona sola che era in ferie: sono tutti segnali che il problema non è l’ordine, è il sistema.

C’è anche un caso più concreto, ed è il controllo. Chi lavora con certificazioni di qualità, tracciabilità alimentare, sicurezza sul lavoro o appalti pubblici deve poter tirare fuori un documento in pochi minuti, con la prova di quando è stato prodotto e chi l’ha visto. Cercarlo davanti a un ispettore è un’esperienza che nessuno vuole ripetere.

Il terzo caso è la crescita. Finché siete in cinque, l’archivio sta nella testa di due persone e funziona. A quindici non funziona più, e la transizione avviene sempre nel momento peggiore, cioè quando state già correndo.

  • Si cerca più di quanto si lavori. Venti minuti per un documento, più volte al giorno, fanno giornate intere all’anno.
  • Nessuno sa qual è la versione buona. Il rischio non è il disordine, è lavorare sulla revisione sbagliata.
  • Le scadenze le ricorda una persona. Finché c’è.
  • I documenti non parlano con i dati. La bolla è in cartella, l’ordine nel gestionale, e nessuno dei due sa dell’altro.
Il consiglio che fa risparmiare di più

Non digitalizzate l’archivio vecchio

È la prima cosa che quasi tutti chiedono quando si parla di digitalizzazione dei documenti, ed è quasi sempre l’investimento peggiore del progetto. Scansionare e catalogare dieci anni di carta richiede settimane di lavoro di qualcuno, e nella maggior parte delle aziende quel materiale viene ripreso in mano per il tre o quattro per cento.

La regola che diamo è semplice: si digitalizza da oggi in avanti, il flusso corrente, dove il guadagno è immediato. Del passato si recupera solo ciò che qualcuno chiede davvero, quando lo chiede. Dopo sei mesi si guarda quante volte è successo: nella maggioranza dei casi la risposta fa chiudere il discorso da sola.

L’eccezione vera esiste: se avete obblighi di conservazione su documenti che vengono ispezionati — certificati di collaudo, tracciabilità dei lotti, pratiche con scadenze lunghe — quella parte dell’archivio si digitalizza, perché lì il valore non è la comodità, è il rischio.

Archiviazione e conservazione

Due cose diverse, che vengono confuse

Archiviazione documentale vuol dire tenere in ordine e ritrovare: è un problema organizzativo, e il guadagno è tempo. Conservazione a norma — quella che molti cercano come dematerializzazione o conservazione sostitutiva — è un obbligo di legge per certi documenti fiscali, che devono restare immodificabili e dimostrabili per dieci anni.

La seconda la fanno conservatori accreditati, con marca temporale e firma digitale, e costa poche decine di euro al mese. Non è un lavoro da rifare su misura, ed è giusto che sia così. Quello che facciamo noi è collegarci: i documenti che devono andare in conservazione ci vanno da soli, e il vostro sistema ne tiene traccia. Il resto dell’archivio — quello che non ha obblighi ma vi fa perdere tempo tutti i giorni — è dove il su misura ha senso.

Sul ciclo delle fatture, attivo e passivo, la pagina dedicata è software di fatturazione elettronica: lì il documento e il dato contabile viaggiano insieme ed è un progetto a sé.

Come lavoriamo

A tappe,
con prezzi fissi.

Un tipo di documento alla volta, in uso vero prima di estendere.

  1. Mezza giornata sull’archivio di oggiChi archivia cosa, dove, con che nome. Serve a capire il vocabolario dell’azienda: è la parte che decide se il sistema verrà usato.
  2. Taglio e preventivoLa prima tappa copre un tipo di documento, non tutto l’archivio. Prezzo fisso.
  3. Prima tappa in usoQuattro-sei settimane, con le persone che quel documento lo maneggiano ogni giorno. Se non lo usano, si cambia prima di estendere.
  4. CollegamentiGestionale, posta, scanner, conservazione a norma. I documenti si agganciano a clienti, fornitori e commesse.
  5. ConsegnaSorgente, documentazione e accessi vostri. Assistenza a richiesta.
Domande frequenti

Le risposte che servono davvero.

Quanto costa un software di gestione documentale?

Una prima tappa su un tipo di documento solo — le bolle dei fornitori, i certificati, i contratti — parte dalla fascia media delle quattro cifre e comprende l'analisi di come archiviate oggi. Estendere ad altri tipi di documento costa meno, perche' l'impianto e' gia' in piedi.

Se vi serve solo archiviare fatture e conservarle a norma, esistono prodotti in abbonamento da poche decine di euro al mese e ve li indichiamo: sviluppare su misura ha senso quando il documento deve parlare con il resto dei vostri dati.

Che differenza c'e fra archiviazione e conservazione a norma?

Archiviare vuol dire tenere i documenti in ordine e trovarli in fretta: e' un problema organizzativo e lo risolve il software. Conservare a norma e' un obbligo di legge per certi documenti fiscali, che devono restare immodificabili e opponibili per dieci anni, con marca temporale e firma digitale.

La conservazione a norma la fanno conservatori accreditati, ed e' giusto cosi': e' un servizio regolato che costa poco e che nessuno dovrebbe reimplementare. Noi ci colleghiamo al vostro conservatore invece di sostituirlo.

Dobbiamo digitalizzare anche l'archivio vecchio?

Quasi mai tutto, e quasi mai subito. La regola pratica che diamo e' questa: si digitalizza da oggi in avanti, e del passato solo cio' che viene davvero ripreso in mano. In moltissime aziende l'archivio cartaceo degli ultimi dieci anni viene consultato per il tre o quattro per cento dei documenti.

Scansionare ventimila fogli costa in tempo e in soldi molto piu' di quanto renda. Meglio partire dal flusso corrente e recuperare il vecchio a richiesta, quando serve.

Si collega al gestionale che abbiamo gia?

E' il punto in cui il progetto rende di piu'. Un documento agganciato al fornitore, alla commessa o al cliente giusto si trova senza cercarlo: si apre la commessa e i documenti sono li'. Verifichiamo prima che il vostro gestionale esponga i dati necessari; se e' un prodotto chiuso che non lo permette ve lo diciamo subito, perche' cambia il progetto.

Chi decide chi puo vedere cosa?

Voi, e si decide all'inizio perche' e' la parte che genera piu' discussioni. I permessi si impostano per tipo di documento e per ruolo: i contratti li vede la direzione, i certificati di produzione la qualita', le buste paga solo l'amministrazione. Ogni accesso resta tracciato, il che serve sia in caso di controllo sia per chiudere le discussioni su chi ha cancellato cosa.

Quanto tempo serve per partire?

Da quattro a otto settimane per la prima tappa, cioe' un tipo di documento in uso vero con le persone che lo usano tutti i giorni. Il lavoro piu' lungo non e' tecnico: e' decidere come si chiamano le cose e chi archivia cosa. Quella mezza giornata di riunione noiosa vale piu' di qualsiasi scelta di software.

Come lo cercate

Archiviazione documentale, digitalizzazione documenti

Gestione documentale, gestione documentale aziendale, software gestione documentale, programma gestione documenti, archiviazione documentale, archiviazione documenti aziendali, digitalizzazione documenti, digitalizzazione archivi, dematerializzazione documentale: le parole cambiano secondo chi le usa, ma la richiesta si divide sempre negli stessi due bisogni — ritrovare in fretta, e dimostrare quando serve.

Chi cerca «digitalizzazione delle imprese» o «digitalizzazione aziendale» sta guardando qualcosa di più largo: non solo i documenti, ma il modo in cui i dati si muovono fra le persone. È il tema della pagina digitalizzazione aziendale, e i documenti ne sono di solito il primo pezzo, perché è quello dove il guadagno si vede prima.

Se invece il documento è solo l’inizio e il problema vero è il giro di approvazioni — chi firma, chi controlla, chi sollecita — allora si sta parlando di automazione dei processi, e il documento diventa un passaggio dentro un flusso invece che un file da archiviare.