Logo Danova TechDANOVATECH
Home/Gestionali & CRM/Gestionale metalmeccanica
Metalmeccanica

Gestionale per la metalmeccanica.

Officine meccaniche di produzione, carpenterie, lavorazioni conto terzi: il prezzo lo fate a occhio sull'esperienza, e quasi sempre va bene. Il problema è che non sapete su quali codici ci guadagnate e su quali lavorate in pari, perché il costo reale del pezzo non lo calcola nessuno.

Mockup di gestionale per metalmeccanica: preventivi da disegno con cicli di lavoro, conto lavoro, lamiere e saturazione delle macchine
Mockup illustrativo: gestionale per la metalmeccanica con preventivi, cicli, conto lavoro e materiali.

Cosa gestisce

Le quattro cose che decidono il margine di un'azienda che lavora il metallo.

01

Distinta base e cicli

Materiali, fasi, tempi e attrezzature per ogni codice. Con le versioni, perché un disegno cambia e il costo cambia con lui.

02

Avanzamento in officina

Inizio e fine fase dichiarati a bordo macchina con un badge o un codice a barre, non ricostruiti a fine settimana. È il dato da cui nasce tutto il resto.

03

Conto lavoro

Trattamenti, zincature, verniciature e lavorazioni esterne con il materiale che esce, quello che rientra e gli scarti. Il conto lavoro passivo è la voce che si perde più spesso.

04

Matricole e certificati

Colata, certificato materiale, matricola del pezzo e rintracciabilità fino al cliente. Per chi lavora su settori regolati non è un extra, è il requisito d'ingresso.

Dove si recupera di piu

Il preventivo a occhio funziona finché il mix non cambia

Chi preventiva da vent'anni sbaglia poco, in media. La media però nasconde due categorie di lavori: quelli dove si guadagna più del previsto e quelli dove si lavora sotto costo. Finché il mix resta lo stesso il conto torna. Quando il cliente grosso chiede di più dei codici sbagliati, il margine scende e nessuno sa spiegare perché.

Per uscirne serve una cosa sola: il tempo vero delle fasi. Non il tempo teorico del ciclo, il tempo dichiarato dalla macchina o dall'operatore. Da lì il costo del pezzo diventa un numero reale, e confrontarlo con il prezzo di vendita è una tabella di dieci righe che cambia le decisioni commerciali.

Il secondo recupero è meno nobile ma immediato: il conto lavoro. Materiale che esce per un trattamento e rientra in quantità diversa, senza che nessuno se ne accorga, è una perdita ricorrente. Tracciarlo è semplice e si ripaga da solo.

  • Tempi dichiarati, non stimati. Un badge e due pulsanti a bordo macchina, con schermate leggibili con i guanti.
  • Costo per fase, non per commessa. Serve per sapere quale lavorazione è il collo di bottiglia e quale si dà fuori.
  • Conto lavoro con quantità in uscita e in rientro. Con differenze evidenziate, non sommerse nel magazzino generale.
  • Scarti registrati dove nascono. Lo scarto di una fase è informazione tecnica: se finisce tutto in un totale a fine mese, non serve a nessuno.
Perche su misura

Gli ERP di produzione chiedono un ufficio che non avete

Gli ERP di fascia alta per la produzione fanno tutto questo, e lo fanno bene. Il costo vero non è la licenza: è che presuppongono un ufficio tecnico che mantiene distinte e cicli aggiornati, un ufficio programmazione e qualcuno che gestisce il sistema. In un'azienda di venti o quaranta persone quelle figure non ci sono, e il progetto muore in avviamento.

Un gestionale su misura può partire da tre cose sole — dichiarazione fasi, conto lavoro, costo del pezzo — e lasciare fuori tutto il resto. Meno campi da mantenere significa dati che restano veri, e un dato vero su tre aree vale più di un dato marcio su dodici.

Se avete già un ERP e funziona, non lo sostituiamo: gli si affianca la parte che manca, tipicamente l'officina, e i dati tornano dentro. È un progetto più piccolo e più sicuro.

Come lavoriamo

A tappe,
con prezzi fissi.

Prima tappa: sapere quanto dura una fase. Tutto il resto viene da lì.

  1. Un giro in officina, macchina per macchinaGuardiamo come si dichiara oggi e dove sta il foglio che nessuno vuole compilare.
  2. Taglio e preventivoTappe a prezzo fisso. Si parte dall'avanzamento in officina, poi conto lavoro e costi.
  3. Prima tappa in usoQuattro-sei settimane, comprese le postazioni in reparto. La formazione si fa a bordo macchina.
  4. Tappe successiveDistinte e cicli, matricole e certificati, programmazione del carico, collegamento all'ERP o alla fatturazione.
  5. ConsegnaSorgente, documentazione e accessi vostri. Assistenza a richiesta.
Domande frequenti

Le risposte che servono davvero.

Serve hardware nuovo in officina?

Non sempre. Si parte da quello che c'è: un tablet robusto, un vecchio PC con un lettore di codici a barre, in alcuni casi il telefono del capo reparto. Il consiglio pratico è partire con una postazione su una linea sola, verificare che le dichiarazioni arrivino, e solo dopo comprare per il resto del reparto.

Possiamo prendere i dati direttamente dalle macchine?

Dove le macchine lo permettono sì, ed è la strada migliore perché elimina la dichiarazione manuale. Dipende dal parco macchine: i controlli numerici recenti espongono dati, quelli di venti anni fa spesso no. Lo verifichiamo prima di metterlo nel preventivo, macchina per macchina.

Quanto costa?

La prima tappa in produzione parte in genere dalla fascia medio-alta delle quattro cifre, e sale se comprende più postazioni in reparto o l'acquisizione dati dalle macchine. Cifra dopo il sopralluogo, poi fissa per tappa.

Sostituisce l'ERP che usiamo?

Di norma no, e nella maggior parte dei casi non conviene. L'ERP resta per ordini, acquisti e amministrazione; il su misura copre l'officina e restituisce all'ERP i dati di avanzamento e di costo. È un progetto più corto, meno rischioso e più facile da far accettare a chi lavora.

Gestisce la rintracciabilità di colata e certificati?

Sì: certificato del materiale, colata, matricola del pezzo e collegamento al documento di spedizione, con la possibilità di ristampare il fascicolo per un cliente anni dopo. Per chi lavora su oil and gas, ferroviario o pressione è spesso la ragione principale del progetto.