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Posizionamento e indicizzazione

Posizionamento del sito su Google.

Due domande diverse arrivano quasi sempre insieme: «il mio sito non si trova su Google» e «come faccio a salire». La prima si risolve in qualche giorno, la seconda in qualche mese. Qui spieghiamo come si fa, quanto costa e cosa non è possibile promettere.

Mockup di report sul posizionamento di un sito su Google: posizione media migliorata, ricerche principali e pagine con più clic
Mockup illustrativo: come cambia il posizionamento di un sito in sei mesi.
La distinzione che cambia tutto

Indicizzare non è posizionare

Indicizzare un sito su Google vuol dire farlo entrare nell’archivio: è una domanda a cui si risponde sì o no, succede quasi sempre da solo in pochi giorni e si accelera registrando il sito in Search Console e inviando la sitemap. Se volete verificarlo adesso, cercate site:ilvostrodominio.it: quello che compare è ciò che Google ha in archivio.

Posizionare vuol dire arrivare in alto quando qualcuno cerca ciò che vendete. Non è un interruttore, è una gara con tutti gli altri che vogliono lo stesso posto, e non finisce mai: si vince pagina per pagina, ricerca per ricerca.

La confusione fra le due cose costa soldi veri. Chi arriva dicendo «non sono su Google» nella quasi totalità dei casi è già indicizzato: il problema è che nessuno lo trova cercando quello che vende. Comprare un servizio di «indicizzazione veloce» in quel caso non serve a niente, perché risolve un problema che non avete.

  • Non indicizzato. Il sito non compare nemmeno cercando il nome esatto. Raro, si risolve in giorni.
  • Indicizzato ma invisibile. Compare cercando il nome, non compare cercando il servizio. È il caso normale.
  • Posizionato su parole inutili. Arriva traffico, non arrivano richieste. Problema di scelta delle ricerche.
  • Posizionato e fermo. Buone posizioni ma zero contatti: il problema è la pagina, non Google.
Cosa sposta le posizioni

Quattro cose, in quest’ordine

L’ottimizzazione per i motori di ricerca è fatta soprattutto delle prime due.

01

Esistere per quella ricerca

Nessuna pagina che parli dell’argomento, nessun posizionamento possibile. È il buco più comune e il più ignorato: si cerca di far salire la home su venti ricerche diverse invece di scrivere venti pagine. Google posiziona pagine, non siti.

02

Parlare come chi cerca

Il sito dice «gestionale di magazzino», la gente cerca «gestionale per magazzino»: per Google sono ricerche diverse. Allineare il vocabolario del sito a quello reale è il lavoro con il ritorno più rapido che esista, e si fa con i dati, non a intuito.

03

Essere leggibili e veloci

Struttura chiara, un solo titolo principale per pagina, indirizzi parlanti, dati strutturati, collegamenti interni sensati, e un sito che si apre in fretta su un telefono con la connessione della zona industriale. Non è magia, è manutenzione.

04

Essere citati da altri

I link da siti veri restano il segnale più forte e il più lento da costruire. Si guadagnano con lavori fatti bene, associazioni di categoria, fornitori, clienti, stampa locale. Comprarli a pacchetti è la scorciatoia che prima o poi presenta il conto.

Ottimizzazione del sito

Cosa si tocca davvero, in pratica

L’ottimizzazione del sito per i motori di ricerca è fatta di interventi piccoli e molto concreti. Titolo e descrizione di ogni pagina scritti per una ricerca sola e diversi da quelli delle altre. Un solo titolo principale per pagina. Indirizzi leggibili, che dicano di cosa parla la pagina. Immagini con il testo alternativo e con le dimensioni dichiarate, così la pagina non balla mentre carica.

Poi ci sono i pezzi che si vedono meno e pesano: i dati strutturati, che spiegano a Google che tipo di cosa è quella pagina; i collegamenti interni, che distribuiscono forza dalle pagine forti a quelle nuove; la sitemap e il file robots, che indirizzano il passaggio dei motori; i reindirizzamenti, quando un indirizzo cambia. Sono tutte cose che si fanno una volta e restano.

Infine la velocità, che da qualche anno è anche un criterio dichiarato. Non serve la perfezione: serve che la pagina mostri qualcosa in fretta, che non si sposti mentre carica e che risponda subito al primo tocco. Come si misura e cosa conviene sistemare per primo è scritto nella guida sulla velocità e i Core Web Vitals.

Chi cerca «ottimizzazione per i motori di ricerca», «ottimizzazione SEO» o «SEO ottimizzazione» sta chiedendo esattamente questo elenco. Non c’è una scorciatoia dentro: c’è una lista, e va fatta.

SEO locale

Se i clienti sono a cinquanta chilometri

Per chi vende in una zona, la gara è molto più abbordabile. La SEO locale — quella che molti cercano come SEO local — si gioca su tre tavoli: la scheda Google Business Profile, che compare nel riquadro con la mappa sopra i risultati normali; le pagine del sito dedicate alla zona, scritte per bene e non copiate cambiando il nome della città; e la coerenza di nome, indirizzo e telefono ovunque compaiate in rete.

È anche la strada dove i risultati arrivano prima, perché i concorrenti seri sono pochi. Se lavorate nel Nordest, la pagina sul consulente SEO a Treviso entra nel merito con i numeri della zona; la guida alla scheda Google spiega cosa compilare e in che ordine.

Aspettative oneste

Quanto ci vuole, senza girarci intorno

  1. GiorniIndicizzazione delle pagine nuove, correzione degli errori tecnici bloccanti, scheda Google sistemata.
  2. 4–8 settimaneLe impressioni in Search Console iniziano a muoversi sulle ricerche nuove coperte. È il primo segnale attendibile.
  3. 2–4 mesiPosizioni sulle ricerche locali e di coda lunga, dove la concorrenza è bassa. Qui arrivano i primi contatti.
  4. 6–12 mesiRicerche nazionali contese, contro siti con dieci anni di storico. Serve continuità: contenuti nuovi e link in arrivo.
  5. MaiLa prima posizione garantita. Chi la promette sta vendendo Ads travestito da SEO, oppure parole che non cerca nessuno.
Domande frequenti

Le risposte che servono davvero.

Qual e la differenza fra indicizzare e posizionare un sito?

Indicizzare vuol dire far entrare la pagina nell'archivio di Google: e' un si o no, e di solito succede da solo in pochi giorni. Posizionare vuol dire farla arrivare in alto fra i risultati per una certa ricerca: e' una gara con tutti gli altri, e non finisce mai.

Chi dice "il mio sito non e' su Google" nove volte su dieci e' gia' indicizzato: cercando site:ilmiosito.it le pagine compaiono. Il problema vero e' che nessuno lo trova cercando quello che vende, ed e' un problema diverso, che si risolve in mesi e non con un pulsante.

Come faccio a indicizzare il mio sito su Google?

Si registra il sito in Google Search Console, si invia la sitemap e si chiede l'indicizzazione delle pagine principali con lo strumento Controllo URL. Nella maggior parte dei casi basta questo e serve qualche giorno.

Se una pagina non entra dopo settimane, il motivo e' quasi sempre uno di questi tre: e' bloccata dal file robots.txt, ha un meta tag noindex rimasto dallo sviluppo, oppure Google l'ha vista e ha deciso che non vale la pena tenerla perche' e' quasi identica a un'altra. I primi due si sistemano in minuti, il terzo e' un problema di contenuto.

Quanto costa posizionare un sito su Google?

Dipende da quanto e' competitivo il settore e da com'e' messo il sito oggi. Un'analisi con il piano di lavoro sta nella fascia bassa delle quattro cifre. Il lavoro continuativo si fa a mesi: per una ricerca locale o di nicchia bastano poche giornate al mese, per una ricerca nazionale contesa il conto e' molto piu' alto e va sostenuto per un anno.

Quello che non ha senso e' un prezzo dato al telefono prima di aver guardato Search Console: senza sapere da dove si parte, e' un numero inventato.

In quanto tempo si sale su Google?

Sulle ricerche locali e di coda lunga, dove i concorrenti sono pochi, i primi movimenti si vedono in sei-dodici settimane. Sulle ricerche nazionali generiche servono da sei a dodici mesi di lavoro continuo, e il risultato non e' garantito.

Il segnale che arriva per primo non e' la posizione: sono le impressioni in Search Console, cioe' quante volte il sito compare. Salgono settimane prima dei clic e dicono se la direzione e' giusta.

Il posizionamento si compra?

No, e qui si confondono due cose diverse. Gli annunci in cima ai risultati si comprano e sono contrassegnati come sponsorizzati: e' Google Ads, funziona benissimo e porta richieste dal primo giorno, ma smette nel momento in cui smettete di pagare. I risultati organici sotto non si comprano in nessun modo.

Chi vi propone di "comprare la prima posizione" organica o vi sta vendendo Ads chiamandolo SEO, oppure vi sta vendendo link a pagamento, che e' contro le regole di Google e prima o poi si paga.

Serve rifare il sito per posizionarlo?

Spesso no. Nella maggior parte dei casi si lavora su quello che c'e': struttura, titoli, contenuti, velocita'. Rifarlo serve quando il sito e' costruito su una piattaforma che non permette di cambiare indirizzi e titoli, quando e' lentissimo su telefono, o quando ha una struttura che confonde sia i visitatori sia i motori.

Se si rifa, il rischio vero e' perdere le posizioni gia' guadagnate durante il passaggio: si evita con una mappa dei reindirizzamenti fatta prima, non dopo.

Come lo cercate

Posizionamento in Google, ottimizzazione motori di ricerca

Posizionamento in Google, posizionamento su Google, posizionare un sito su Google, posizionamento sito web, google posizionamento, ottimizzazione del sito, ottimizzazione sito web, ottimizzazione motori di ricerca, ottimizzazione per i motori di ricerca, indicizzazione Google, indicizzare il sito su Google: sono modi diversi di chiedere le due cose spiegate qui sopra, e vale la pena capire quale delle due vi serve prima di comprare qualcosa.

Chi cerca un esperto SEO, un consulente SEO freelance o la migliore agenzia SEO sta cercando soprattutto di non sbagliare fornitore. Il criterio più utile non è il listino: è se vi fanno vedere Search Console vostra durante la prima riunione, e se sanno dirvi su quali ricerche non conviene competere. Chi risponde «su tutte» non ha guardato i dati.

Se vendete online il lavoro cambia parecchio e ha regole sue: schede prodotto, filtri, varianti, pagine che si moltiplicano da sole. Sta in SEO per e-commerce. Se invece vi servono contatti subito, mentre la SEO matura, la pagina giusta è Google Ads.

Ottimizzare un sito web, ottimizzare il sito, ottimizzazione sito web, come ottimizzare un sito per Google, migliorare il posizionamento del sito: quando la richiesta arriva così, generica, la risposta utile non è un elenco di tecniche ma un ordine di priorità.

L’ordine che funziona quasi sempre è questo. Primo: controllare in Search Console su quali ricerche il sito compare già in posizione 8-20, perché sono quelle dove basta poco per entrare fra i primi. Secondo: riscrivere titolo, descrizione e contenuto di quelle pagine con le parole esatte che la gente usa. Terzo: aggiungere le pagine che mancano per le richieste dove oggi non comparite affatto. Quarto, e solo quarto, la parte tecnica: velocità, dati strutturati, collegamenti interni. Chi parte dal quarto punto lavora per mesi senza vedere niente.