Gli assistenti AI rispondono in due modi. Il primo è la memoria del modello, costruita su testi raccolti mesi prima: lì entra chi era già citato in molte fonti affidabili. Il secondo, sempre più usato, è la ricerca in tempo reale: l'assistente cerca sul web, legge poche pagine e riassume. Le AI Overviews di Google e Perplexity funzionano quasi solo così.
Per la ricerca in tempo reale valgono le basi della SEO: se Google e Bing non vi trovano, non vi trova nemmeno l'AI. Poi entra in gioco una cosa diversa: l'AI cita le pagine da cui è facile estrarre una risposta. Una frase chiara che risponde alla domanda, dati precisi, una fonte riconoscibile.
Per la memoria del modello conta l'entità: quante fonti indipendenti parlano di voi, in modo coerente. Nome, sede, cosa fate, per chi. Se siti diversi vi descrivono in modo diverso, o vi confondono con un omonimo, l'AI fa lo stesso.