Catalogo e listino del cliente
L'agente apre l'anagrafica e vede i prezzi di quel cliente, non un listino generico da correggere a mano. Con scaglioni, sconti concordati e condizioni di pagamento già dentro.
Un agente che raccoglie ordini su un blocco e li manda la sera per WhatsApp costa all'azienda due volte: una in errori di trascrizione e sconti applicati a memoria, l'altra in tempo di consegna, perché l'ordine entra in produzione un giorno dopo essere stato chiuso dal cliente.

Quello che serve davanti al cliente, in una schermata sola.
L'agente apre l'anagrafica e vede i prezzi di quel cliente, non un listino generico da correggere a mano. Con scaglioni, sconti concordati e condizioni di pagamento già dentro.
Righe, quantità, note di consegna e firma. L'ordine entra in azienda mentre l'agente è ancora dal cliente, e la conferma arriva per email nello stesso momento.
In un capannone, in un negozio nell'interrato o in una zona senza copertura l'app lavora comunque. Gli ordini partono da soli appena torna il segnale.
Storico del cliente, articoli acquistati l'anno scorso e non ripetuti, scaduto aperto. È l'informazione che trasforma una visita di cortesia in un ordine.
Digitalizzare la raccolta ordini elimina errori e giorni di attesa, e da sola basterebbe. Ma il ritorno più grosso arriva da un'altra parte: dall'informazione che l'agente ha in mano davanti al cliente. Un agente che vede che quel cliente comprava tre articoli e da sei mesi ne compra due, o che ha un ordine aperto in ritardo, conduce una visita diversa.
È lo stesso principio dei promemoria in officina: non si crea domanda nuova, si recupera quella che c'era già e che si stava perdendo per silenzio. Le aziende che mettono lo storico e i mancati riacquisti dentro l'app lo vedono nel giro di pochi mesi sul valore medio dell'ordine.
Il terzo effetto riguarda il controllo. Sconti dentro i limiti, condizioni di pagamento che rispettano il fido, articoli non disponibili non vendibili: sono regole che in azienda esistono già ma che nessuno può applicare su un blocco di carta.
Le app di raccolta ordini in abbonamento funzionano quando il listino è semplice. Nelle aziende italiane che vendono attraverso agenti il listino è quasi mai semplice: prezzi per cliente, scaglioni di quantità, sconti in cascata, promozioni a periodo, cambi in valuta, articoli configurabili, pesi variabili. Quando la regola non entra nel prodotto, l'agente la applica a memoria e siete tornati al punto di partenza.
Il su misura serve a portare la vostra regola di prezzo dentro l'app tale e quale, senza chiedere all'azienda di semplificare il listino per far contento un software. Il resto — catalogo, ordini, sincronizzazione — è abbastanza standard e si costruisce rapidamente.
Aggiungiamo una cosa che di solito non viene detta: l'app per gli agenti va progettata anche pensando a chi la userà con fastidio. Un agente esperto che vende da trent'anni accetta uno strumento solo se gli fa vendere di più, non se serve a controllarlo. Questa differenza si vede nelle schermate.
Prima tappa: catalogo, listino e ordine. Il resto dopo, sul campo.
È il punto centrale del progetto, e va verificato prima di tutto il resto. Nella maggior parte dei casi si fa: articoli, listini, clienti e disponibilità arrivano dal gestionale con un allineamento periodico, e gli ordini tornano dentro. Se il vostro gestionale è chiuso e non espone nessun canale, lo scopriamo in fase di analisi e vi diciamo quali strade restano, compresa quella di non farlo.
La prima tappa sta in genere nella fascia alta delle quattro cifre, perché comprende l'integrazione con il gestionale che è la parte più delicata. Un'app con catalogo e ordini senza collegamento in tempo reale costa meno e a volte è il punto di partenza giusto. Cifra dopo l'analisi, poi fissa per tappa.
Sì, e per il catalogo il tablet è nettamente meglio: le foto dei prodotti si vedono e il cliente guarda lo schermo con l'agente. Di solito si progetta l'ordine per il telefono e la presentazione del catalogo per il tablet, con la stessa app.
Sì, ed è la configurazione normale: ogni agente vede il suo portafoglio, con i permessi che decidete voi. Per gli agenti plurimandatari è un requisito serio, perché nessuno di loro deve vedere il lavoro degli altri.
Sì, e le due cose si rinforzano. L'e-commerce B2B copre il riordino di routine, l'agente copre la relazione, le novità e le trattative. Se condividono listini e disponibilità avete un unico sistema di prezzi; se non li condividono avete due verità, che è il problema che vediamo più spesso.
App per agenti di commercio, app agenti di commercio, app raccolta ordini, software per rete vendita, crm per agenti, crm per agenti di commercio: sono formulazioni diverse per uno strumento che, nella pratica, deve fare due cose in una schermata.
La prima è raccogliere l'ordine: catalogo, listino di quel cliente, quantità, invio in azienda. La seconda è ricordare il rapporto: cosa ha comprato, cosa ha smesso di comprare, cosa gli è stato promesso, quando lo si è visto l'ultima volta. Chi cerca app raccolta ordini pensa alla prima, chi cerca crm agenti pensa alla seconda, e la verità è che senza la seconda la prima serve soltanto a digitalizzare quello che già funzionava.
Nella nostra esperienza il ritorno arriva dalla combinazione: un agente che apre l'anagrafica e vede i mancati riacquisti degli ultimi sei mesi conduce una visita diversa da chi apre solo un catalogo. È anche il motivo per cui un'app di questo tipo non va valutata sul risparmio di digitazione, ma sul valore medio dell'ordine.