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Agroalimentare

Gestionale per l'agroalimentare: lotti e tracciabilità.

Nell'alimentare la domanda che conta è una sola: se domani arriva una non conformità su un lotto, quanto tempo serve per sapere da quali materie prime è nato, in quali prodotti è finito e a quali clienti è stato spedito? Se la risposta è due giorni di telefonate e faldoni, il problema non è la burocrazia.

Mockup di gestionale per l’agroalimentare: lotti di produzione, materie prime, scadenze, tracciabilità e ricevimento merci
Mockup illustrativo: gestionale agroalimentare con lotti, scadenze e tracciabilità.

Cosa gestisce

Quattro aree che nell'alimentare si tengono insieme o non si tengono affatto.

01

Lotti e scadenze

Ogni ingresso ha un lotto, un fornitore, una scadenza e una posizione. Le uscite seguono la regola che scegliete voi, prima scade prima esce oppure prima entra prima esce, senza doverci pensare ogni volta.

02

Tracciabilità in due direzioni

Da un lotto di materia prima a tutti i prodotti e i clienti che l'hanno ricevuta, e da un prodotto finito indietro a tutti i lotti che lo compongono. In pochi clic, non in due giorni.

03

Lavorazioni e rese

Quanto entra, quanto esce, quanto si perde in lavorazione. La resa reale per prodotto e per periodo è il numero che dice se un articolo guadagna davvero.

04

Qualità e non conformità

Controlli con esito, blocco del lotto, registrazione delle non conformità e delle azioni prese. È anche quello che un auditor chiede di vedere.

Dove si vede la differenza

Il richiamo si prepara prima che serva

Un richiamo o un ritiro non si giudica da come è andato: si giudica da quanto tempo è servito a sapere esattamente cosa era coinvolto. Un'azienda che risponde in mezz'ora ritira due pallet. La stessa azienda senza dati ritira una settimana di produzione, perché non sa distinguere, e paga la differenza in prodotto buttato e in credibilità con la catena.

La cosa utile da fare, e quasi nessuno la fa, è provarlo a freddo: prendere un lotto qualsiasi, chiedersi dov'è finito e cronometrare. È una prova di mezz'ora che dice più di qualsiasi audit, e di solito convince più di ogni preventivo.

Il secondo punto è la resa. Nell'alimentare il margine sta in decimi di punto di resa e in cali che nessuno misura. Un gestionale che confronta quanto è entrato con quanto è uscito, lavorazione per lavorazione, trova soldi dove nessuno li cercava, e li trova ogni mese.

  • Lotto obbligatorio dall'ingresso. Se il lotto si può saltare in ricezione, tutta la catena a valle è finzione.
  • Uscite guidate dalla scadenza. Il sistema propone il lotto da prelevare, l'operatore non decide a occhio.
  • Etichette stampate dal gestionale. Lotto, scadenza e codice a barre generati dai dati veri, non ricopiati a mano.
  • Prova di richiamo periodica. Una simulazione ogni tanto, cronometrata. È l'unico modo di sapere se la tracciabilità funziona.
Perche su misura

La lavorazione è vostra, non del settore

I gestionali alimentari in commercio gestiscono bene il caso generale: ingresso, magazzino, uscita, lotto. Si fermano quando la lavorazione è particolare, e nell'alimentare italiano è quasi sempre particolare. Una cantina, un caseificio, un salumificio, un'azienda di quarta gamma e un pastificio hanno rese, fasi e unità di misura che non si assomigliano per niente.

Il su misura serve a descrivere la vostra trasformazione così com'è, comprese le unità doppie, i cali di stagionatura, le rilavorazioni e gli scarti che rientrano. È la parte che, forzata dentro un prodotto standard, produce dati che nessuno usa perché nessuno si fida.

Se invece comprate e rivendete senza trasformare, un prodotto standard va benissimo e ve lo diciamo. Il su misura si giustifica quando c'è una lavorazione da rappresentare o un obbligo da dimostrare, non per principio.

Come lavoriamo

A tappe,
con prezzi fissi.

Si parte da lotti e tracciabilità: è la tappa che serve subito.

  1. Mezza giornata in stabilimentoSeguiamo un lotto dall'arrivo alla spedizione. Dove si perde il filo si vede solo guardando, non chiedendo.
  2. Taglio e preventivoTappe a prezzo fisso. Prima lotti, scadenze e tracciabilità; poi rese, qualità e integrazioni.
  3. Prima tappa in usoQuattro-sei settimane. La formazione si fa in reparto, con i terminali veri e le mani fredde.
  4. Tappe successiveRese di lavorazione, controlli qualità, etichette, collegamento con la fatturazione o con l'EDI dei clienti.
  5. ConsegnaSorgente, documentazione e accessi vostri. Assistenza a richiesta.
Domande frequenti

Le risposte che servono davvero.

Il gestionale ci mette a norma per la tracciabilità?

Nessun software mette a norma da solo: la norma chiede procedure applicate e documentate, e il software serve a renderle praticabili e dimostrabili. Quello che possiamo garantire è che, se il dato viene inserito, il percorso di un lotto a monte e a valle si ricostruisce in pochi minuti con una stampa presentabile a un auditor.

Quanto costa un gestionale per un'azienda alimentare?

La prima tappa in produzione parte in genere dalla fascia medio-alta delle quattro cifre; se servono terminali in reparto e stampa etichette, la tappa è più corposa. La cifra la diciamo dopo il sopralluogo e poi è fissa.

Funziona con i terminali e i lettori che abbiamo già?

Nella maggior parte dei casi sì, e conviene partire da quelli. Prima di comprare hardware nuovo verifichiamo cosa sopportano i vostri: in cella frigorifera e in ambienti umidi la scelta del terminale conta più del software.

Gestisce le unità di misura doppie, per esempio pezzi e chili?

Sì, ed è uno dei motivi principali per cui nell'alimentare i prodotti generalisti vanno stretti. Peso, pezzi, cassette e pallet devono convivere con i loro rapporti reali, compresi i pesi variabili per lotto.

Possiamo collegarlo all'EDI della catena con cui lavoriamo?

Nella maggior parte dei casi sì: ordini, conferme e documenti di trasporto verso la grande distribuzione sono un'integrazione che si fa, ma va trattata come una tappa a sé perché ogni catena ha le sue specifiche e i suoi tempi di certificazione.

HACCP e registrazioni

Software HACCP e registrazioni obbligatorie

Chi cerca un «software HACCP» ha in mente due cose molto diverse, e la differenza decide se vi serve un prodotto pronto o un sistema vostro. La prima è il manuale di autocontrollo e i moduli da compilare: temperature, sanificazioni, controlli in accettazione. Per questa parte esistono applicazioni in abbonamento che costano poche decine di euro al mese, sono fatte bene e vi consigliamo di usarle. Non ha senso svilupparle.

La seconda è il collegamento fra quelle registrazioni e la produzione vera: il lotto, la materia prima entrata, il fornitore, la resa, la partita uscita, il cliente a cui è andata. Quando una registrazione HACCP resta in un’app separata, davanti a un controllo o a un ritiro dovete ricostruire a mano il legame fra il dato di controllo e la partita. È esattamente il lavoro che non si riesce a fare in fretta quando serve farlo in fretta.

Il metro pratico è questo: se le registrazioni servono solo a essere in regola, un prodotto pronto basta e ve lo diciamo. Se servono anche a dimostrare in mezz’ora dove è finita una partita, allora devono stare dove stanno i lotti, cioè nel vostro sistema di tracciabilità.