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Migrazioni

Migrazione e-commerce, senza perdere vendite.

Cambiare piattaforma è una delle operazioni che più spesso va male, e quando va male non si vede subito: il sito nuovo è bello, funziona, e nel giro di sei settimane il traffico organico è metà di prima. Il motivo è quasi sempre lo stesso, e si poteva evitare con due giorni di lavoro in più.

Mockup di piano di migrazione e-commerce: inventario dati, mappa dei redirect, import, test e monitoraggio dopo la messa online
Mockup illustrativo: migrazione di un e-commerce con redirect e controlli, senza perdere vendite.

Cosa va spostato, e in che ordine

Il catalogo è la parte facile. I guai stanno nelle altre tre.

01

Gli indirizzi

Ogni indirizzo vecchio deve puntare al suo corrispondente nuovo con un redirect permanente. Uno per uno, non tutti verso la home: un redirect generico verso la home è il modo più rapido di perdere il posizionamento.

02

Catalogo e attributi

Prodotti, varianti, immagini, attributi, categorie e testi. Le varianti e gli attributi sono il punto in cui i trasferimenti automatici semplificano e si perde informazione.

03

Clienti e storico

Account, indirizzi, ordini passati e documenti. Un cliente che non ritrova il suo storico e deve reimpostare la password è un cliente che a volte non torna.

04

Recensioni e contenuti

Recensioni prodotto, guide, pagine informative, dati strutturati. Sono quello che vi fa trovare e quello che fa comprare: si spostano per primi, non per ultimi.

Perche si perde traffico

Non è la piattaforma nuova: sono gli indirizzi

Google conosce il vostro negozio per indirizzi. Ogni prodotto, ogni categoria, ogni guida ha un indirizzo con una storia: link ricevuti, posizioni conquistate, dati di comportamento. Se al lancio della piattaforma nuova quegli indirizzi cambiano e nessuno dice dove sono finiti, quella storia si azzera. Non gradualmente: si azzera.

La soluzione tecnica è banale ed è nota da vent'anni: una mappa che associa ogni vecchio indirizzo al nuovo, servita con un redirect permanente. Il lavoro non è difficile, è noioso, e per questo viene tagliato quando il progetto è in ritardo. È l'unico taglio che non si può fare.

Il secondo errore per frequenza è pubblicare il sito nuovo con l'istruzione che blocca i motori di ricerca ancora attiva, ereditata dall'ambiente di prova. Il sito funziona, vende, e per settimane non è in nessun risultato. Fa parte della lista di controllo del giorno del lancio, insieme a mappa del sito, tracciamenti e prestazioni.

  • Un redirect per ogni indirizzo, mappato prima. La mappa si costruisce con i dati di Search Console e con i registri del sito vecchio, non a intuito.
  • Il sito vecchio raggiungibile durante il passaggio. Serve per verificare i corrispondenti e per non perdere nulla nei giorni critici.
  • Controlli il giorno del lancio. Indicizzazione permessa, mappa del sito inviata, dati strutturati validi, tracciamenti attivi.
  • Monitoraggio per otto settimane. Le posizioni oscillano dopo una migrazione: serve distinguere un assestamento normale da un problema vero.
Prima domanda

Conviene davvero cambiare piattaforma?

Prima di preventivare una migrazione chiediamo sempre perché. Se la risposta è che il sito è lento, che il tema è vecchio o che gestirlo è faticoso, molto spesso quei problemi si risolvono sulla piattaforma attuale a una frazione del costo, perché nascono dal come è stato costruito e non da cosa lo fa girare.

La migrazione si giustifica quando c'è un limite strutturale: la piattaforma non regge il vostro listino B2B, non si integra col gestionale, ha un costo per transazione che sul vostro volume è diventato insostenibile, oppure non è più mantenuta e restare è un rischio di sicurezza.

Se ci troviamo nel primo caso lo diciamo, anche se significa fare un lavoro più piccolo. Una migrazione fatta senza una ragione strutturale è un rischio assunto in cambio di niente.

Come lavoriamo

Un passaggio
preparato.

Il lancio è l'ultimo giorno, non il primo.

  1. Inventario del sito attualeTutti gli indirizzi che esistono, quali portano traffico, quali hanno link in ingresso. Da qui nasce la mappa dei redirect.
  2. Ricostruzione e trasferimento datiCatalogo, attributi, clienti, ordini, recensioni e contenuti, con controlli di quantità e non a occhio.
  3. Prova a porte chiuseIl sito nuovo si verifica in un ambiente chiuso: ordini di prova, pagamenti, integrazione col gestionale, prestazioni.
  4. Lancio con lista di controlloRedirect attivi, indicizzazione permessa, mappa del sito inviata, tracciamenti verificati. In un'ora si controlla tutto.
  5. Otto settimane di sorveglianzaErrori, posizioni e conversioni sotto osservazione. Le correzioni nelle prime due settimane valgono il doppio.
Domande frequenti

Le risposte che servono davvero.

Quanto traffico si perde con una migrazione?

Se i redirect sono completi e la struttura dei contenuti resta equivalente, un assestamento di due-quattro settimane con oscillazioni contenute è normale, e poi si recupera. Se i redirect mancano o sono generici, la perdita è grossa e il recupero richiede mesi. La differenza fra i due scenari è quasi tutta in un lavoro noioso fatto prima del lancio.

Quanto costa una migrazione e-commerce?

Dipende dal numero di indirizzi e da quanto sono diverse le due piattaforme. Un catalogo di poche centinaia di prodotti con struttura simile è un lavoro di qualche settimana; migliaia di prodotti con varianti e attributi complessi sono un progetto a sé. La cifra la diciamo dopo l'inventario del sito attuale, che è la prima cosa che facciamo.

Si possono portare le recensioni dei prodotti?

Nella maggior parte dei casi sì, e vanno portate: sono contenuto che fa vendere e che aiuta a farsi trovare. Se stanno in un servizio esterno, si riaggancia il servizio. Se stanno nella piattaforma vecchia, si esportano e si reimportano mantenendo il legame col prodotto giusto, che è la parte delicata.

Gli account dei clienti restano validi?

Gli account si trasferiscono con indirizzi e storico ordini. Le password no, quasi mai: sono conservate in forma non riutilizzabile, ed è giusto che sia così. Si gestisce con una comunicazione preparata e un reimposta la password guidato, avvisando i clienti prima e non il giorno dopo.

Quanto dura il fermo del negozio?

Se il passaggio è preparato bene, da pochi minuti a poche ore, e si programma nella fascia oraria in cui vendete meno. Il fermo lungo nasce quando si trasferiscono i dati il giorno del lancio invece di averli già pronti e verificati in un ambiente chiuso.