La scelta migliore per la maggior parte delle aziende italiane non è il progetto grande: è un negozio nella fascia media, fatto bene su poche cose, con i soldi risparmiati messi nel portare traffico. Un e-commerce da ventimila euro senza visitatori vende meno di uno da settemila con un budget pubblicitario.
Le cose su cui non risparmiare, in ordine: le fotografie dei prodotti, le schede scritte da qualcuno che conosce il prodotto, la velocità del sito su telefono e la chiarezza di spedizioni e resi. Sono quattro voci che valgono più di qualsiasi effetto grafico.
Le cose che si possono rinviare senza danni: multilingua, area B2B, integrazioni, marketplace, automazioni di marketing. Si aggiungono quando i numeri dicono che servono, e a quel punto si pagano da sole.
Un'ultima cosa che diciamo sempre: se vendete pochi articoli ad alto valore, o se il vostro cliente compra dopo una trattativa, un e-commerce completo può essere lo strumento sbagliato. A volte un catalogo ben fatto con richiesta di preventivo converte meglio e costa un terzo.