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Prezzi

Quanto costa un e-commerce.

La risposta che trovate in giro è da mille a centomila euro, che non è una risposta. Qui proviamo a dare fasce con dentro cosa c'è, cosa manca e quali voci fanno esplodere i preventivi. Con una premessa: il costo di apertura è la parte piccola del conto.

Mockup di scheda sui costi di un e-commerce: costi del primo anno, cosa serve e confronto tra piattaforme
Mockup illustrativo: costi di avvio e di gestione di un e-commerce.

Le fasce, con dentro cosa c'è

Cifre di mercato italiano per un lavoro fatto da professionisti, IVA esclusa.

01

Fino a 3.000 euro

Piattaforma in abbonamento, tema pronto personalizzato, catalogo ridotto caricato da voi, pagamenti e spedizioni standard. Va bene per partire e vendere poche decine di articoli. Non contiene integrazioni, ne un lavoro serio sulle schede prodotto.

02

Da 3.000 a 10.000 euro

Progetto grafico vostro, catalogo strutturato con attributi e varianti, schede prodotto scritte, spedizioni e pagamenti configurati sul serio, base tecnica per farsi trovare su Google. È la fascia in cui sta la maggior parte dei negozi che funzionano.

03

Da 10.000 a 25.000 euro

Integrazione col gestionale, listini per cliente o area B2B, logica di spedizione non banale, multilingua, migrazione da una piattaforma esistente. Qui il costo non e grafica: e la parte che elimina lavoro manuale ogni giorno.

04

Oltre 25.000 euro

Cataloghi grandi, configuratori di prodotto, piu magazzini, marketplace collegati, sviluppo su misura. Cifra giustificata solo da un volume che la ripaga: se il fatturato online non c'è ancora, è presto.

La parte che nessuno preventiva

Il costo di apertura non è il costo dell'e-commerce

Un negozio online è un'attività, non un sito. Il conto che conta è quello annuo, e nella maggior parte dei casi supera il costo di realizzazione già dal primo anno. Le voci sono sempre le stesse e vale la pena metterle su un foglio prima di decidere.

Piattaforma o hosting: da poche centinaia a qualche migliaio di euro l'anno, a seconda che siate in abbonamento o su un vostro server. Commissioni di pagamento: intorno all'1,5-2,5% più una quota fissa per transazione, a cui va aggiunta la commissione del marketplace se ci vendete. Manutenzione e aggiornamenti: una piattaforma non aggiornata è un rischio di sicurezza, non un risparmio.

Poi la voce grossa: portare visitatori. Pubblicità, contenuti, email, fotografie di prodotto. È qui che si decide se il negozio vende, e in un progetto ragionevole pesa più del sito. Chi vi vende un e-commerce senza parlarne vi sta vendendo una vetrina in una via senza passaggio.

  • Piattaforma o hosting. Da alcune centinaia a alcune migliaia di euro l'anno.
  • Commissioni sui pagamenti. Circa 1,5-2,5% più una quota fissa per ogni transazione, da mettere nel margine.
  • Manutenzione e sicurezza. Aggiornamenti, copie di sicurezza, controllo: qualche centinaio di euro l'anno come minimo.
  • Traffico e contenuti. La voce più grande, e quella che decide se il resto ha senso.
Cosa fa lievitare il preventivo

Le cinque voci che raddoppiano un progetto

Nella nostra esperienza sono sempre le stesse cinque, e sono tutte prevedibili se ne si parla al primo incontro invece che al terzo.

La prima è l'integrazione con il gestionale: è la voce con il ritorno più alto e anche la più costosa, e dipende interamente da cosa il vostro gestionale permette di fare. La seconda è la logica di spedizione: se il costo dipende da peso, volume, zona e tipo di merce, non è una configurazione, è uno sviluppo. La terza sono le varianti di prodotto complesse, per esempio misura per colore per finitura con prezzi e giacenze diversi.

La quarta è il multilingua fatto per davvero, con testi tradotti da persone e indirizzi separati per lingua: non è il pulsante della bandierina. La quinta è la migrazione da una piattaforma esistente, dove il lavoro invisibile — la mappa dei redirect — è quello che decide se manterrete le posizioni su Google.

  • Integrazione col gestionale. Il ritorno più alto e il costo più variabile: si valuta prima con una verifica tecnica.
  • Spedizioni calcolate. Peso, volume, zona, ritiro in negozio, merce ingombrante: ognuna è una regola da scrivere.
  • Varianti e configuratori. Il numero di combinazioni cresce in fretta, e con lui il lavoro.
  • Multilingua vero. Testi tradotti, indirizzi per lingua, valute e regole fiscali.
  • Migrazione da un sito esistente. Il valore sta nei redirect, ed è la parte che nessuno preventiva.
Il nostro consiglio

Partite piccoli, ma non poveri

La scelta migliore per la maggior parte delle aziende italiane non è il progetto grande: è un negozio nella fascia media, fatto bene su poche cose, con i soldi risparmiati messi nel portare traffico. Un e-commerce da ventimila euro senza visitatori vende meno di uno da settemila con un budget pubblicitario.

Le cose su cui non risparmiare, in ordine: le fotografie dei prodotti, le schede scritte da qualcuno che conosce il prodotto, la velocità del sito su telefono e la chiarezza di spedizioni e resi. Sono quattro voci che valgono più di qualsiasi effetto grafico.

Le cose che si possono rinviare senza danni: multilingua, area B2B, integrazioni, marketplace, automazioni di marketing. Si aggiungono quando i numeri dicono che servono, e a quel punto si pagano da sole.

Un'ultima cosa che diciamo sempre: se vendete pochi articoli ad alto valore, o se il vostro cliente compra dopo una trattativa, un e-commerce completo può essere lo strumento sbagliato. A volte un catalogo ben fatto con richiesta di preventivo converte meglio e costa un terzo.

Come lavoriamo

Prezzo fisso,
per tappe.

Diciamo la cifra dopo aver capito il progetto, e poi quella cifra non cambia.

  1. Un incontro e qualche numeroQuanti articoli, che varianti, chi spedisce, che gestionale usate, che volumi prevedete. Un'ora e mezza, e non la fatturiamo.
  2. Preventivo per tappeOgni tappa con un prezzo fisso e un risultato utilizzabile. Se la stima è sbagliata il rischio è nostro, non vostro.
  3. Negozio onlineQuattro-otto settimane per la fascia media, catalogo e contenuti compresi.
  4. Tappe successiveIntegrazioni, B2B, multilingua, marketplace. Quando i numeri le giustificano.
  5. ConsegnaAccessi, codice e dominio intestati a voi. L'assistenza si compra, non è un vincolo.
Domande frequenti

Le risposte che servono davvero.

Quanto costa aprire un e-commerce in Italia?

Per un negozio realizzato da professionisti, le fasce di mercato sono: fino a 3.000 euro per una partenza su piattaforma in abbonamento con tema pronto; 3.000-10.000 euro per un progetto proprio con catalogo strutturato e base SEO, che è la fascia in cui sta la maggior parte dei negozi che funzionano; 10.000-25.000 euro quando servono integrazione col gestionale, B2B o migrazione. Oltre, si giustifica solo con volumi già esistenti.

Quanto costa mantenere un e-commerce ogni anno?

Fra piattaforma o hosting, manutenzione e aggiornamenti si parte da qualche centinaio di euro l'anno per un negozio piccolo e si arriva a qualche migliaio per uno strutturato. A parte vanno le commissioni sui pagamenti, intorno all'1,5-2,5% più una quota fissa per transazione, e il budget per portare traffico, che nella pratica è la voce più grande di tutte.

Meglio una piattaforma in abbonamento o un e-commerce su misura?

Per iniziare, quasi sempre la piattaforma: costa meno, parte prima e vi fa scoprire cosa serve davvero. Il su misura si giustifica quando avete regole che la piattaforma non sa rappresentare — listini B2B, configuratori, spedizioni complesse — o quando le commissioni sul vostro volume superano il costo di un sistema vostro. È un conto, non una preferenza.

Perché due preventivi per lo stesso e-commerce sono così diversi?

Perché di solito non contengono le stesse cose. Le differenze stanno quasi sempre in quattro voci: chi scrive le schede prodotto e chi carica il catalogo, se è compresa l'integrazione col gestionale, se le spedizioni sono configurate sul serio, e se c'è un lavoro di base per farsi trovare su Google. Chiedete che il preventivo dica chi fa il catalogo: la risposta spiega metà della differenza.

In quanto tempo si può essere online?

Una partenza semplice in due o tre settimane. Un progetto di fascia media in quattro-otto settimane, e il tempo lo decide il catalogo più che lo sviluppo: fotografie, descrizioni e attributi sono la parte lunga. Se i contenuti li preparate voi in parallelo, si accorcia.

Come lo cercate

Quanto costa aprire un ecommerce, un sito e-commerce

Quanto costa un e-commerce, quanto costa aprire un ecommerce, quanto costa aprire un negozio online, quanto costa un sito ecommerce, quanto costa un sito di ecommerce, quanto costa fare un ecommerce: la domanda è la stessa e la risposta dipende quasi tutta da una cosa sola, cioè quanti prodotti avete e quanto sono complicati.

Il conto che sorprende quasi sempre non è quello di partenza: è quello annuale. Piattaforma, commissioni sui pagamenti, spedizioni, fotografie, schede scritte, campagne, e il tempo di qualcuno che tiene aggiornate le giacenze. Chi apre un negozio online guardando solo il preventivo di costruzione si accorge del resto al terzo mese. Su questa pagina i numeri ci sono tutti, comprese le cinque voci che raddoppiano il conto.