Schede di allenamento con video
Create la scheda una volta, da computer, pescando da una libreria di esercizi con i vostri video. Il cliente la apre in palestra dal telefono, esercizio per esercizio, e segna carichi e ripetizioni mentre si allena.
La maggior parte dei personal trainer lavora con tre strumenti: WhatsApp per parlare con i clienti, un foglio di calcolo per le schede e un'app di pagamento. Funziona finché i clienti sono dieci. Con trenta, o con il coaching online, il tempo se ne va a ricopiare, ricordare e rincorrere. Un'app vostra mette tutto in un posto, con il vostro nome sopra.

Non tutte servono dal primo giorno. Si parte da quelle che vi fanno risparmiare più tempo, di solito le prime tre.
Create la scheda una volta, da computer, pescando da una libreria di esercizi con i vostri video. Il cliente la apre in palestra dal telefono, esercizio per esercizio, e segna carichi e ripetizioni mentre si allena.
Peso, misure, foto, carichi, test periodici. Grafici semplici che il cliente capisce e che voi usate per correggere il programma, invece di chiedere ogni volta come va.
Un breve questionario che arriva da solo ogni settimana: sonno, energia, aderenza, dolori. Per il coaching online è il momento che sostituisce la sessione di persona, e con l'app lo leggete in un minuto per cliente.
I messaggi con il cliente restano dentro l'app, collegati alla sua scheda e ai suoi progressi. WhatsApp resta per la vita privata. Promemoria per l'allenamento e per il check-in partono da soli.
Il cliente prenota le sessioni di persona negli orari che aprite voi, con promemoria automatico. Pacchetti a dieci ingressi, sessioni residue e scadenze sempre visibili.
Pagamento mensile ricorrente o pacchetti, con carta. Chi non ha pagato lo vedete senza aprire l'estratto conto, e l'accesso ai contenuti si sospende da solo se volete.
Esistono piattaforme per coach che si pagano al mese e si attivano in un'ora. Per chi comincia sono spesso la scelta giusta, e ve lo diciamo. I limiti arrivano dopo: il costo cresce con il numero di clienti, il cliente scarica l'app della piattaforma e non la vostra, e il giorno che volete cambiare portare via i dati non è sempre semplice.
Un'app vostra conviene quando il marchio è parte del prodotto: un metodo con un nome, un programma online che vendete anche a chi non vi ha mai visto, uno studio con più trainer. Lì il cliente deve trovare sul telefono il vostro logo, non quello di un fornitore.
C'è anche una via di mezzo, che proponiamo spesso: una web app installabile. Si apre dal browser, si aggiunge alla schermata del telefono con la vostra icona, non passa dagli store e costa una frazione di un'app nativa. Se il progetto cresce, si trasforma in app per iPhone e Android partendo dalla stessa base.
I dati sulla salute sono dati particolari. Peso, misure, infortuni e foto del corpo rientrano fra le categorie che il GDPR protegge di più. Servono un consenso esplicito, un'informativa chiara e server in Europa. Li mettiamo nel progetto dall'inizio, non dopo.
La dieta non la può dare il personal trainer. In Italia i piani alimentari sono riservati a biologi nutrizionisti, dietisti e medici. L'app può ospitare il piano scritto dal professionista con cui collaborate e le indicazioni generali di alimentazione; non deve farvi sembrare quello che non potete essere.
Apple e Google hanno regole sui pagamenti. Le sessioni svolte di persona si possono far pagare con il vostro sistema di pagamento; per i contenuti digitali venduti dentro un'app pubblicata sugli store valgono le loro regole e le loro commissioni. Si decide prima come vendere, perché cambia come si costruisce l'app.
Si può partire da una web app installabile con il vostro marchio a 50 euro al mese, oppure da 750 euro una tantum, IVA inclusa. Un'app nativa pubblicata su App Store e Google Play costa di più e dipende dalle funzioni: vi diamo un prezzo fisso dopo il prototipo.
Sì, se scegliete l'app nativa: viene pubblicata con il vostro account sviluppatore, a vostro nome. Apple chiede un abbonamento annuale da sviluppatore e Google un pagamento una tantum: sono costi vostri e restano vostri. La web app invece non passa dagli store.
Sì, ed è il cuore dell'app. Caricate i video una volta nella vostra libreria e li usate in tutte le schede. Se avete già i video su YouTube o Vimeo, possiamo collegarli invece di ricaricarli.
Sì. Ogni trainer vede i suoi clienti, il titolare vede tutto: incassi, sessioni, clienti che non si allenano da due settimane. È una delle situazioni in cui un'app vostra conviene di più rispetto a una piattaforma che si paga a trainer.
Sì: un programma di allenamento di otto o dodici settimane, acquistabile dal sito, che sblocca le schede nell'app. È il modo per guadagnare anche nelle ore in cui non siete in sala. Va progettato bene il pagamento, per le regole degli store.
Vostri. Il database e il codice sono intestati a voi, e i dati si possono esportare in qualsiasi momento. Se un giorno cambiate fornitore, i vostri clienti non se ne accorgono.
In mezz'ora di chiamata guardiamo come lavorate e vi diciamo se vi conviene un'app vostra, una piattaforma in abbonamento o semplicemente sistemare quello che avete.
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