Prima nota e movimenti
Entrate e uscite registrate quando succedono, non a fine trimestre. Con causale, controparte e allegato del documento. Serve a sapere a metà mese come sta andando il mese, non a fare il bilancio.
Partiamo da una cosa che quasi nessun fornitore vi dirà: la contabilità fiscale non serve rifarla. Il bilancio lo deposita il commercialista con il suo software, e va benissimo così. Quello che manca quasi sempre è il pezzo prima, dentro l'azienda: sapere cosa è stato speso, per quale lavoro, e cosa scade la settimana prossima.

Non sostituiamo il software del commercialista. Costruiamo la parte amministrativa che vive dentro l'azienda e che oggi, quasi sempre, sta su tre fogli di calcolo diversi.
Entrate e uscite registrate quando succedono, non a fine trimestre. Con causale, controparte e allegato del documento. Serve a sapere a metà mese come sta andando il mese, non a fare il bilancio.
Cosa incassate e cosa pagate, con date reali e stato. È la funzione che, da sola, ripaga metà del progetto: le insolvenze si vedono in anticipo e le scadenze fiscali non arrivano di sorpresa.
Ogni costo attribuito al lavoro, al cantiere, al reparto o alla linea che lo ha generato. È l'unico modo per sapere quale commessa guadagna davvero e quale è in perdita mentre è ancora in corso.
I movimenti del conto confrontati in automatico con fatture e pagamenti registrati. Quello che non torna resta in evidenza. Fa risparmiare le giornate di fine mese passate a spuntare righe.
La fattura del fornitore arriva, viene collegata all'ordine, passa da chi deve approvarla e solo dopo va in pagamento. Toglie gli acquisti fuori controllo e le fatture pagate due volte.
Un tracciato di esportazione concordato con il vostro studio, generato con un clic. Niente più registrazioni doppie, niente più faldoni consegnati a marzo.
La contabilità che tiene il commercialista è fatta per un obiettivo preciso: rendere conto allo Stato di quello che è successo. È accurata, è obbligatoria, ed è per definizione in ritardo. A giugno sapete com'è andato l'anno prima.
Chi manda avanti un'azienda ha bisogno di un'altra cosa: sapere oggi se quella commessa sta andando in perdita, se il cliente che chiede altri trenta giorni ne ha già novanta scoperti, se quel reparto costa più di quanto rende. Sono domande a cui il bilancio risponde troppo tardi perché la risposta sia utile.
Questa seconda contabilità — si chiama controllo di gestione, ma il nome conta poco — non ha vincoli di forma. Deve solo essere fedele al modo in cui lavorate: se lavorate a commessa i costi vanno per commessa, se lavorate a lotti vanno per lotto. È esattamente il motivo per cui un pacchetto standard fatica: impone le sue categorie alle vostre.
Il punto pratico è che i dati per farla li avete già. Sono negli ordini, nelle bolle, nei rapportini dei tecnici, nelle fatture dei fornitori. Il lavoro non è raccoglierli da zero, è metterli in comunicazione.
Se usate già un gestionale — Danea, Zucchetti, TeamSystem, Fatture in Cloud, o un programma su misura vecchio di quindici anni — la parte amministrativa si aggancia a quello, non lo butta. Si legge quello che c'è, si scrive quello che serve, e nessuno deve reinserire niente due volte.
Sulla fatturazione elettronica ci appoggiamo a un intermediario accreditato per lo SdI: è più sicuro e più economico che costruire e mantenere un canale proprio. Le fatture escono dal vostro sistema ed entrano nel ciclo passivo già collegate all'ordine.
Con la banca il collegamento passa dai tracciati standard (CBI, MT940, estratti conto in CSV) oppure dalle API dove la banca le espone. Il risultato è lo stesso: i movimenti entrano da soli e la riconciliazione smette di essere un lavoro manuale.
Con il commercialista concordiamo il tracciato prima di scrivere il codice. È una telefonata di venti minuti che evita mesi di attriti, e nella nostra esperienza gli studi collaborano volentieri: ricevere dati puliti conviene anche a loro.
Parte da 1.500 euro IVA inclusa per scadenzario e prima nota collegati a quello che già usate. Il prezzo sale con i centri di costo, la riconciliazione bancaria e il ciclo passivo con approvazioni. Il preventivo è a prezzo fisso e arriva dopo mezza giornata di analisi.
No, e non deve. Il commercialista continua a tenere la contabilità fiscale con i suoi strumenti. Noi costruiamo la parte gestionale interna e concordiamo con lui un tracciato di esportazione, così i dati passano una volta sola e senza reinserimenti.
Sì, appoggiandosi a un intermediario accreditato per lo Sistema di Interscambio. Le fatture attive partono dal vostro gestionale e le passive entrano già collegate all'ordine di acquisto. Costruire un canale proprio verso lo SdI raramente conviene.
Sì, ed è la strada che consigliamo quando quello che avete funziona. Si costruisce sopra la parte che manca e si collegano i due sistemi. Rifare tutto da zero ha senso solo quando il gestionale attuale non è più aggiornabile o non espone i dati.
Spesso sì, soprattutto se lavorate a commessa o a cantiere: sono le aziende in cui un lavoro in perdita si scopre a fine anno. Se invece vendete pochi prodotti standard con margini noti, un buon scadenzario può bastare e ve lo diciamo.
Sommando tre cose: le ore delle persone, prese dai rapportini o dalle timbrature; i materiali, presi dalle bolle e dal magazzino; i costi esterni, presi dalle fatture dei fornitori collegate alla commessa. Il margine si aggiorna mentre il lavoro è in corso, non dopo.
Stanno su server nell'Unione Europea, con backup giornalieri e ripristino provato. Gli accessi sono per ruolo: chi registra non vede i margini, chi decide non deve passare dall'amministrazione per avere un numero.
La prima tappa è operativa in sei-otto settimane. Il recupero dello storico dai fogli di calcolo esistenti è la parte più lunga e la facciamo noi: di solito si carica l'anno in corso e si archivia il resto.
Mezz'ora di call gratuita: ci dite come registrate oggi e quali domande restano senza risposta, e vi diciamo quale pezzo costruire per primo — o se quello che avete basta già.
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