Tessera nel wallet
Il cliente si iscrive con un QR alla cassa e trova la tessera nel wallet del telefono, accanto alle carte d'imbarco. Non deve scaricare niente, e la tessera non si dimentica a casa.
Il cartoncino con i timbri funziona ancora, ma non vi dice niente: chi sono i clienti migliori, quanto spesso tornano, chi ha smesso di venire. Una fidelity digitale fa lo stesso lavoro dal telefono del cliente, e in più vi restituisce i numeri per decidere a chi scrivere, quando e con quale offerta.

Il cliente si iscrive con un QR alla cassa e trova la tessera nel wallet del telefono, accanto alle carte d'imbarco. Non deve scaricare niente, e la tessera non si dimentica a casa.
Il meccanismo che capiscono i vostri clienti: dieci caffè e l'undicesimo è offerto, punti che diventano premi, una percentuale restituita come credito. Uno solo, spiegato in una riga.
Premi raggiungibili, non cataloghi che nessuno completa. Per chi spende molto, un livello con vantaggi veri: priorità, anteprime, un servizio in più.
Offerte mirate a chi non torna da un mese, a chi compie gli anni, a chi compra sempre la stessa cosa. Non la stessa promozione a tutti.
Il cliente invita un amico con un link; quando l'amico fa il primo acquisto, entrambi ricevono qualcosa. È il canale di acquisizione più economico che esista, se il prodotto è buono.
Iscritti, clienti attivi, frequenza media, clienti persi, effetto di ogni campagna. Il valore del programma non sono i premi: sono questi dati.
Trovare un cliente nuovo costa pubblicità, sconti di benvenuto, tempo. Farne tornare uno che vi conosce già costa un messaggio al momento giusto. È la ragione per cui supermercati, catene di caffetterie e compagnie aeree hanno tutti un programma fedeltà, e la ragione per cui ha senso anche per un negozio, un ristorante o un centro estetico.
La differenza fra un programma che funziona e uno che nessuno usa sta quasi sempre in due cose: quanto è facile iscriversi, e quanto è vicino il primo premio. Se servono cinque minuti per iscriversi e sei mesi per arrivare a un premio, il cliente perde interesse alla seconda visita.
Il resto si costruisce guardando i dati: dopo tre mesi si vede chi torna e chi no, e si decide dove mettere i soldi dei premi.
Per partecipare al programma basta il consenso al programma. Per ricevere offerte serve un consenso al marketing, e per usare gli acquisti per offerte personalizzate serve un consenso alla profilazione: sono tre cose diverse, e il GDPR chiede di tenerle separate. Le impostiamo così dall'inizio, con testi chiari che non spaventano il cliente.
I dati dei clienti restano vostri, su server in Europa. Non vengono usati per altri negozi né venduti, a differenza di alcune app di fidelizzazione gratuite dove il prodotto siete voi.
Una fidelity digitale con il vostro marchio, tessera nel wallet e pannello di gestione parte da 50 euro al mese oppure da 750 euro una tantum, IVA inclusa. App sugli store, collegamento alla cassa o all'e-commerce e più punti vendita si preventivano a parte, con prezzo fisso.
No, se non volete. La tessera va nel wallet del telefono, Apple o Google, con una scansione. L'app vera conviene quando volete offrire di più: ordini, prenotazioni, contenuti. Si può partire dalla tessera e aggiungerla dopo.
Dipende dal software di cassa: molti permettono un collegamento, altri no. Se non si può, il punto si assegna alla cassa leggendo il QR del cliente con un telefono o un tablet, in due secondi.
Sì. I punti valgono in tutti i punti vendita, e vedete i numeri per negozio e complessivi. Per una piccola catena locale è spesso il primo strumento che mette in comune i clienti.
Quelle gratuite si ripagano in altro modo: con i dati dei vostri clienti, con la pubblicità di altri negozi o con commissioni. Con un sistema vostro pagate il servizio, e i clienti restano vostri.
In mezz'ora di chiamata guardiamo come funziona oggi la vostra clientela abituale e vi proponiamo un meccanismo semplice, con quanto costa e quando si ripaga.
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