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Autorevolezza

Link building,
senza comprare link.

I link restano il segnale più difficile da falsificare che Google abbia. Per questo è anche il più controllato: i pacchetti da mille link a novantanove euro non fanno salire niente, e in qualche caso fanno scendere. Qui trovate come costruiamo link che reggono nel tempo, e cosa vi diciamo di non fare.

Mockup di report di link building pulita: domini che citano il sito, menzioni da testate e associazioni, crescita dei clic
Mockup illustrativo: link building fatta di citazioni vere, senza link comprati.
Il punto di partenza

Cosa rende un link utile

Non contano tutti allo stesso modo, e la differenza non è il numero. Sono queste sei cose a decidere se un link sposta qualcosa.

01

Il sito che lo ospita è pertinente

Un link da una rivista di logistica verso una pagina di gestionali per la logistica vale più di dieci link da blog generalisti. La pertinenza tematica è il primo filtro, prima ancora dell'autorevolezza.

02

Esiste un motivo per cui c'è

Un link dentro un articolo che cita un vostro dato, un caso, uno strumento, è un link che un redattore ha messo perché serviva al lettore. Un link in fondo a una pagina "partner" non lo ha messo nessuno per il lettore.

03

Il testo del collegamento è naturale

Un profilo in cui trenta link su quaranta hanno come testo la stessa frase commerciale è un profilo costruito, e si vede da fuori. I link veri usano il nome dell'azienda, l'indirizzo, o una frase della lingua parlata.

04

La pagina che riceve ha senso

Puntare tutto sulla home è lo spreco più comune. Un link va alla pagina che risponde davvero a quell'argomento: è quella che deve salire, ed è quella che converte.

05

Il link è duraturo

Un link che sparisce dopo sei mesi, perché era a noleggio, lascia il sito com'era prima. Preferiamo dieci link che restano a cento che scadono.

06

Il sito ha traffico vero

Un dominio con punteggi alti negli strumenti ma senza visite reali è un dominio costruito per vendere link. Prima di proporre un sito guardiamo se ci passa qualcuno.

Come lavoriamo

Quattro passaggi,
nessuna scorciatoia.

  1. Analisi del profilo esistenteGuardiamo chi vi linka già, con quale testo e verso quali pagine. Quasi sempre emergono due cose: link tossici ereditati da vecchie campagne e link buoni che puntano a pagine sbagliate.
  2. Scelta delle pagine da spingereNon si spinge tutto. Si scelgono tre o quattro pagine che hanno già impressioni su Google ma stanno in seconda pagina: sono quelle in cui un link sposta la posizione e quindi il fatturato.
  3. Contenuti che meritano una citazioneUn dato vostro, un confronto fatto bene, uno strumento gratuito, un caso reale con numeri. Senza qualcosa da citare la richiesta di link diventa questua, e si nota.
  4. Contatto diretto e digital PRScriviamo a redazioni, associazioni di categoria, fornitori e clienti con cui avete già un rapporto. La percentuale di risposta è bassa per tutti: la differenza la fa avere qualcosa che valga la pena pubblicare.
Da sapere prima

Perché non compriamo link,
nemmeno se li chiedete

Google ha smesso da tempo di penalizzare sito per sito e ha cominciato a ignorare i link che riconosce come comprati. È un cambiamento che a prima vista sembra buono: non vieni punito. In pratica è peggio, perché i soldi spesi non producono niente e ve ne accorgete solo dopo mesi.

Chi vi vende cento link a poche centinaia di euro li prende da reti di siti costruiti apposta. Sono riconoscibili: stessa struttura, stessi autori inventati, stesso mese di registrazione del dominio. Se li riconosciamo noi guardandoli mezz'ora, li riconosce anche chi fa questo mestiere con qualche migliaio di server.

C'è poi il caso in cui il danno arriva davvero: quando i link comprati sono tanti, arrivano in fretta e usano tutti lo stesso testo commerciale. Lì il sito perde posizioni, e recuperare richiede un lavoro di pulizia che costa più di quanto si era risparmiato.

L'unica cosa che vi chiediamo, se avete già comprato link in passato, è di dircelo. Non è un giudizio: serve a sapere se prima di costruire bisogna smontare.

Come si misura

Cosa guardiamo,
e cosa non guardiamo

Non guardiamo il punteggio di autorevolezza inventato dagli strumenti. È comodo per fare grafici, ma è una stima di un'azienda terza, non un numero che Google usa. Un sito con punteggio 20 e mille lettori veri vale più di un sito con punteggio 60 costruito per vendere link.

Guardiamo tre cose. I domini che vi linkano, contati una volta sola ciascuno: cento link dallo stesso sito valgono quanto uno. Le posizioni delle pagine spinte, prima e dopo, sulle ricerche che avete scelto. Le richieste di contatto arrivate da ricerca organica, che è l'unico numero che paga gli stipendi.

Il report arriva ogni mese, in italiano, con dentro cosa è stato fatto, cosa ha funzionato e cosa no. Se in tre mesi non si muove niente ve lo diciamo noi, e discutiamo se ha senso continuare.

FAQ

Le domande che arrivano sempre.

Quanto costa una campagna di link building?

Dipende da quante pagine si vogliono spingere e da quanto è competitivo il settore. Il lavoro si compone di tre voci: l'analisi iniziale del profilo, i contenuti che rendono citabile il sito e il tempo di contatto con le redazioni. Facciamo una call gratuita, guardiamo il vostro profilo attuale e diamo un preventivo a prezzo fisso. Non vendiamo pacchetti a numero di link, perché il numero di link non è il risultato.

In quanto tempo si vedono i risultati?

Fra tre e sei mesi per le prime posizioni che si muovono, più a lungo sulle ricerche nazionali più contese. Chi vi promette risultati in un mese sta comprando link, ed è la ragione per cui li vede muoversi in fretta e poi tornare indietro.

Perché non comprate link, se tutti lo fanno?

Perché nella maggior parte dei casi non funziona: Google ignora i link che riconosce come comprati, quindi il denaro se ne va senza produrre niente. E nei casi in cui viene notato il danno è peggiore del mancato guadagno. Preferiamo dire di no prima, invece di spiegarlo dopo.

Ho già comprato link in passato: è un problema?

Non necessariamente, ma va guardato. Si analizza il profilo, si isola quello che è chiaramente artificiale e si decide se basta smettere di alimentarlo o se serve il file di disconoscimento. Nella maggior parte dei casi basta la prima cosa.

Serve anche alle aziende locali?

Meno di quanto si creda. Per un'attività che lavora in una provincia contano molto di più la scheda Google Business Profile, le citazioni negli elenchi locali e le recensioni. La link building rende quando si compete su ricerche nazionali, dove tutti hanno già le pagine a posto e la differenza la fanno i link.

Che differenza c'è fra link building e digital PR?

Nella pratica la seconda è il modo migliore di fare la prima. La link building tradizionale cerca il link; la digital PR cerca la citazione, e il link arriva di conseguenza. Il risultato è più lento ma più stabile, perché nasce da una ragione editoriale vera.

Fate anche il recupero dei link rotti?

Sì, ed è la parte con il rapporto migliore fra tempo speso e risultato. Si cercano le pagine di altri siti che linkano risorse non più esistenti nel vostro settore, si propone la vostra come sostituzione. Nessuno ci guadagna niente di artificiale: il sito che linka ripara un errore.

Posso vedere i link prima che vengano pubblicati?

I contatti e le proposte sì, la pubblicazione no: dipende dalla redazione che decide. Nel report mensile trovate ogni link ottenuto con l'indirizzo, la data e la pagina verso cui punta.

Vogliamo guardare il vostro profilo link?

Mezz'ora di call gratuita: vi diciamo chi vi linka oggi, cosa è sano e cosa no, e se la link building è la leva giusta per voi o se conviene spendere quei soldi altrove.

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