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Come scegliere un’agenzia web: le 12 domande da fare prima di firmare

Quasi tutte le brutte esperienze con un fornitore digitale nascono da tre cose che nessuno ha chiesto all’inizio: di chi è il sito, cosa succede se si cambia fornitore, e cosa comprende esattamente il prezzo. Queste dodici domande servono a scoprirlo prima, non dopo.

Aggiornato il 5 settembre 2026 · Danova Tech

Mockup di scheda riassuntiva: come scegliere un’agenzia web: le domande da fare
Mockup illustrativo: scheda riassuntiva della guida “Come scegliere un’agenzia web: le domande da fare”.

Perché i preventivi sono così diversi tra loro

Se chiedete tre preventivi per lo stesso sito, è normale ricevere cifre che vanno da 900 a 12.000 euro. Non è che due su tre stiano truffando: state confrontando cose diverse a cui è stato dato lo stesso nome.

Nel preventivo da 900 euro di solito c’è un tema comprato e riempito con i vostri testi. In quello da 12.000 c’è un’analisi, una struttura pensata sulle vostre parole chiave, testi scritti da qualcuno, un design fatto per voi e la parte tecnica per farlo indicizzare. Sono due prodotti diversi. Il problema non è il prezzo: è che nessuno dei due preventivi dice a quale dei due appartiene.

Le domande che seguono servono esattamente a questo: capire cosa state comprando davvero, prima di confrontare le cifre.

Le tre domande sulla proprietà

1. Il dominio a nome di chi viene registrato? La risposta giusta è: al vostro. Se il dominio è intestato all’agenzia, il giorno in cui volete cambiare fornitore state trattando per riavere il vostro stesso nome. Chiedete di vedere la registrazione, non fidatevi della risposta a voce.

2. Il codice del sito resta mio? Attenzione alle piattaforme proprietarie: alcune agenzie costruiscono su un loro sistema che funziona solo sui loro server. Il sito è bellissimo finché pagate il canone, e non è portabile da nessuna parte. Non è illegale, ma va saputo prima.

3. Se domani cambio fornitore, cosa mi consegnate? La risposta corretta è un elenco: accessi al dominio, accessi all’hosting, codice sorgente, banca dati, account Search Console e Analytics. Se la risposta è vaga, è la risposta.

Le tre domande sul prezzo

4. È un prezzo a corpo o a consuntivo? A corpo significa una cifra concordata prima, che non cambia durante il lavoro. A consuntivo significa che si conta alla fine. Entrambi sono legittimi, ma solo il primo vi permette di fare un budget.

5. Cosa fa aumentare il preventivo in corso d’opera? Fatevelo dire adesso, non a metà progetto. La risposta onesta esiste ed è breve: cambiate voi i requisiti, aggiungete lingue o pagine, chiedete integrazioni non previste. Se vi dicono «non aumenta mai», o non hanno esperienza o non ve lo stanno dicendo.

6. Quali canoni ci sono dopo la pubblicazione, e sono obbligatori? Hosting, dominio e certificato hanno un costo reale ed è giusto pagarli. Il canone di manutenzione, invece, dovrebbe essere una scelta. Se senza canone il sito smette di funzionare, non state comprando un sito: state affittando l’accesso al vostro.

Le tre domande sui tempi e sul metodo

7. Quante settimane, e cosa dipende da me? Un sito aziendale da otto a quindici pagine sta di norma in quattro-otto settimane. Il collo di bottiglia raramente è l’agenzia: sono le foto, i testi e le approvazioni interne. Un fornitore serio ve lo dice al primo incontro e mette per iscritto chi consegna cosa ed entro quando.

8. Chi scrive i testi? È la domanda che salta fuori troppo tardi in metà dei progetti. Se li scrivete voi, il preventivo è più basso ma il progetto si ferma lì per settimane. Se li scrive l’agenzia, costano e vanno messi nel preventivo. Non esiste la terza opzione in cui compaiono da soli.

9. Con chi parlo durante il lavoro? Una persona sola, con nome e cognome, che conosce il progetto. Se ogni volta rispondono persone diverse da un indirizzo generico, ogni vostra spiegazione ricomincia da zero.

Le tre domande sul dopo

10. La SEO è compresa o si paga a parte? Attenzione all’ambiguità: la SEO tecnica (struttura degli indirizzi, titoli, dati strutturati, velocità, sitemap, Search Console) dovrebbe essere inclusa in qualsiasi sito nuovo, perché è come è costruito. La SEO come attività continuativa — contenuti nuovi, analisi, link — è un altro servizio e ha un altro prezzo. Fatevi dire quale delle due è nel preventivo.

11. Chi tiene aggiornata la parte tecnica? Un sito non è un quadro: le librerie invecchiano e le vulnerabilità escono. Chiedete chi applica gli aggiornamenti, con che frequenza e chi risponde se il sito va giù di domenica.

12. Posso vedere due lavori simili al mio e parlare con quei clienti? Il portfolio lo hanno tutti. Il numero di telefono di un cliente contento no. Se ve lo danno, chiamate: cinque minuti al telefono valgono più di venti slide.

Le tre bandiere rosse più comuni

  • «Vi portiamo primi su Google.» Nessuno può garantirlo, perché nessuno controlla l’algoritmo di Google. Si può garantire il metodo e mostrare i risultati passati; il posizionamento no. Chi lo promette per iscritto sta vendendo qualcosa che non possiede.
  • Il preventivo di una riga. «Sito web professionale — 4.500 €». Cosa c’è dentro? Quante pagine, quante lingue, chi scrive i testi, cosa succede dopo. Un preventivo che non si può contestare è un preventivo che non si può confrontare.
  • La fretta. «Questo prezzo vale solo questa settimana» è una tecnica di vendita, non un’offerta. Un progetto che vi accompagnerà per cinque anni può aspettare tre giorni.

E se l’agenzia è lontana?

Vale la pena dirlo perché è la preoccupazione più frequente e, nella pratica, la meno fondata. Un progetto di sito si segue meglio in videochiamata con lo schermo condiviso che in riunione, perché tutti guardano la stessa pagina nello stesso momento e le decisioni restano scritte nella chat.

La distanza conta in due momenti: il primo incontro, dove vedersi aiuta, e la consegna, dove vale lo stesso. In mezzo, quello che fa la differenza è che ci sia una persona sola che risponde entro giornata. È una domanda migliore di «dove siete».

Domande frequenti

Quanto dovrebbe costare un sito aziendale nel 2026?

Un sito aziendale multipagina con modulo di contatto e SEO tecnica corretta si colloca di solito nella fascia bassa o media delle quattro cifre; un e-commerce parte più in alto. Sotto i mille euro state quasi sempre comprando un tema riempito, che è una scelta legittima solo se sapete che è quella.

È meglio un’agenzia o un libero professionista?

Dipende dal progetto, non dalla forma giuridica. Un professionista bravo batte un’agenzia distratta. La differenza vera è la continuità: cosa succede al vostro sito se quella persona si ammala o cambia lavoro. Chiedetelo, in entrambi i casi.

Posso far rifare solo il design tenendo il sito attuale?

Spesso sì, e a volte è la scelta economicamente giusta. Dipende da com’è costruito: se la base tecnica è sana si interviene sulla parte visibile, se è vecchia ricostruire costa meno che rattoppare. È una verifica di mezz’ora e chi ve la fa senza fatturarla vi sta dando un’informazione utile.

Come faccio a capire se un’agenzia sa davvero di SEO?

Chiedete di guardare insieme il codice di un sito che hanno fatto: titoli diversi pagina per pagina, un solo H1, indirizzi leggibili, dati strutturati, sitemap, velocità. Sono cinque minuti e si vede subito. Chi sa di SEO è contento di mostrarvelo.