Si capisce cosa fate in una riga
Non «soluzioni innovative per il vostro business». Il mestiere, detto con la parola che usa il cliente quando lo cerca su Google.
Chi arriva sul sito della vostra azienda ha già deciso in trenta secondi se siete un interlocutore serio. Non lo decide guardando la grafica: lo decide capendo subito cosa fate, per chi, e trovando una prova che esistete davvero.

Sei elementi. Nessuno riguarda la grafica, e sono quelli che mancano più spesso nei siti aziendali italiani.
Non «soluzioni innovative per il vostro business». Il mestiere, detto con la parola che usa il cliente quando lo cerca su Google.
Un progetto reale con il nome del cliente vale più di dieci frasi sulla qualità. È la prova che il sito o la vetrina non possono fabbricare.
Nomi, ruoli, volti. Un'azienda senza nessuna persona visibile sul sito, in Italia, sembra più piccola e meno affidabile di quanto sia.
Indirizzo per esteso, partita IVA, telefono che risponde. Sono anche i dati che Google confronta con la scheda Google Business per capire che siete la stessa azienda.
Chi cerca un servizio preciso vuole atterrare su una pagina che parla di quello, non su un elenco puntato dentro la home.
Un modulo con tre campi e un numero di WhatsApp. Ogni campo obbligatorio in più fa perdere una parte delle richieste.
L'errore più comune nei siti aziendali italiani è mettere tutto in home. Cinque servizi diversi riassunti in cinque riquadri, e nessuna pagina che ne approfondisca uno. Il risultato è che il sito non si posiziona su niente: la home compete su un termine generico contro concorrenti molto più grandi, e i servizi specifici — dove la concorrenza è bassa e l'intenzione di acquisto alta — non hanno una pagina su cui atterrare.
La struttura che funziona è a strati. La home spiega chi siete e smista. Ogni servizio ha la sua pagina, con abbastanza testo da rispondere davvero alle domande che vi fanno al telefono. Se lavorate su un territorio, ogni zona significativa ha la sua pagina, perché la maggior parte delle ricerche commerciali include il nome della città. Poi i lavori fatti, la pagina su di voi, e i contatti.
È anche il modo in cui il sito cresce senza rifarlo. Un servizio nuovo è una pagina nuova, non un rifacimento. Un sito aziendale ben strutturato dopo due anni ha il triplo delle pagine dell'inizio ed è quello il motivo per cui porta richieste: non perché sia bello, ma perché risponde a molte più domande diverse.
Per un'azienda che lavora su un territorio, la scheda Google Business porta più contatti del sito. È scomodo da ammettere per chi i siti li fa, ma è quello che vediamo nei dati dei nostri clienti: il blocco delle mappe sta sopra i risultati normali, e chi cerca un fornitore vicino guarda quello.
Le due cose però lavorano insieme e non in alternativa. La scheda si posiziona meglio se il sito è coerente con lei — stesso nome, stesso indirizzo scritto identico, stesso telefono, dati strutturati che dichiarano l'identità — e chi arriva dalla scheda finisce sul sito per decidere se fidarsi. Un sito curato con una scheda vuota rende molto meno del suo potenziale, e viceversa.
Quindi quando facciamo un sito aziendale guardiamo anche la scheda, e se è incompleta lo diciamo. Non è un servizio che vi vendiamo per forza: spesso è mezz'ora del vostro tempo, e vale più di parecchie ore delle nostre.
Due strade, stesso sito. O lo pagate poco per volta con tutto incluso, oppure lo pagate una volta sola e resta vostro. Scegliete voi: non c'è una versione peggiore, c'è quella che sta meglio nei vostri conti.
24,80 €al mese
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350 €una tantum
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Sito + SEO: 500 € una volta sola
Un sito aziendale con struttura a più servizi, testi scritti e posizionamento di base sta nelle quattro cifre, con la parte alta della fascia quando i servizi da raccontare sono molti o serve una sezione lavori articolata. La pagina sui costi spiega quali voci fanno salire il preventivo e quali si possono togliere.
Sì, se volete che il sito porti richieste da chi non vi conosce. Chi cerca un servizio specifico atterra su una pagina che parla di quello e resta; se atterra in una home generica se ne va. È la singola scelta di struttura che fa più differenza sul numero di contatti.
Le domande che vi fanno al telefono. Sono le stesse che la gente scrive su Google. Un'azienda che risponde per iscritto a «quanto costa», «quanto ci vuole» e «cosa succede se» ha già un sito migliore del 90% dei concorrenti, in qualunque settore.
Almeno una fascia, sì. La paura è di spaventare o di farsi copiare dai concorrenti; l'effetto reale è che le richieste diventano meno numerose ma molto più qualificate, perché chi scrive ha già accettato l'ordine di grandezza. Chi non mette nessun riferimento riceve molte richieste da persone fuori portata.
Dalle ricerche che contengono il vostro nome, subito. Dalle ricerche di servizio, tre-sei mesi su un dominio nuovo, e solo se il sito continua a crescere. Nei primi mesi la scheda Google Business è la fonte più concreta di contatti, ed è il motivo per cui insistiamo che venga completata.
Chi cerca come creare un sito web professionale o come creare un sito aziendale sta in genere davanti a una scelta fra tre strade, e conviene metterle in fila prima di chiedere preventivi.
La prima è farlo da soli con un costruttore online. Costa poche centinaia di euro l'anno, si mette online in un fine settimana e per un'attività che ha solo bisogno di esistere con contatti e orari va benissimo. Il limite arriva quando il sito deve portare richieste: a quel punto servono struttura, testi e prestazioni, e quelle non le dà il tema.
La seconda è un sito su misura come quello descritto in questa pagina: costa di più, richiede tre o quattro settimane e ha senso quando il sito è uno strumento commerciale e non un biglietto da visita. La terza, che quasi nessuno considera, è sistemare quello che avete già: in molti casi il sito esistente ha una struttura recuperabile e i problemi veri sono testi e velocità, che si risolvono a una frazione del costo di un rifacimento.
Quale delle tre conviene lo diciamo dopo aver guardato il sito attuale e i numeri che avete, anche se la risposta è la terza e per noi significa fare un lavoro più piccolo.