Una pagina per ogni area
Diritto di famiglia, lavoro, societario, recupero crediti: una pagina ciascuna, scritta in italiano comprensibile, con le domande che i clienti fanno al primo incontro.
Chi cerca un avvocato su Google ha quasi sempre un problema preciso: una separazione, un licenziamento, un recupero crediti, un contratto. Vuole capire in fretta se lo studio si occupa proprio di quello, se è vicino e come contattarlo. Un sito per uno studio legale deve rispondere a queste tre domande, nel rispetto delle regole del codice deontologico.

Diritto di famiglia, lavoro, societario, recupero crediti: una pagina ciascuna, scritta in italiano comprensibile, con le domande che i clienti fanno al primo incontro.
Foto, percorso, iscrizione all'albo, lingue, aree di attività. Il cliente sceglie una persona, non un logo.
Modulo con informativa privacy e consenso, che non chiede dettagli riservati prima del primo contatto. Prenotazione della consulenza, anche online.
Scheda Google dello studio, pagine per le sedi, presenza nelle ricerche come avvocato più materia più città. È lì che arrivano i clienti.
Guide brevi su scadenze, procedure e novità normative, aggiornate. Mostrano competenza meglio di qualunque slogan, e sono le pagine che gli assistenti AI citano.
Certificato, server europei, cookie in regola, aggiornamenti costanti. Per uno studio legale un sito violato è un danno di reputazione serio.
L'avvocato può farsi conoscere, anche online, ma l'informazione deve essere veritiera, corretta, non comparativa e non equivoca, come chiede il codice deontologico forense sull'informazione professionale. Niente promesse di risultato, niente superlativi, niente nomi di clienti senza consenso.
Ne teniamo conto nei testi che scriviamo con voi: descriviamo cosa fate e come, non perché siete i migliori. È anche lo stile che convince di più chi sta per affidarvi un problema importante.
L'ultima parola sui contenuti spetta sempre allo studio: vi mandiamo ogni testo da approvare prima della pubblicazione.
Sì, l'avvocato può dare informazioni sulla propria attività anche con un sito e sui social, purché siano veritiere, corrette, non comparative e non equivoche, come previsto dal codice deontologico forense. Il sito deve informare, non promettere risultati.
Dipende da numero di aree, professionisti, sedi e lingue. Il punto di partenza è sul nostro listino; per uno studio con più sedi o più lingue vi diamo un prezzo fisso dopo la prima chiamata.
Sì, li scriviamo noi partendo da come i clienti cercano, e li rivedete voi: la responsabilità dei contenuti resta dello studio, e nessun testo va online senza la vostra approvazione.
Sì: richiesta di appuntamento, calendario con gli orari disponibili e, se lo fate, consulenza online con pagamento anticipato. Il modulo raccoglie solo i dati necessari al primo contatto.
Sì, nel rispetto delle stesse regole sull'informazione. Sulle ricerche legali i clic costano spesso di più della media, quindi partiamo da poche parole chiave molto precise per materia e città.
Sì. Pagine chiare per materia, schede dei professionisti e dati strutturati sono le stesse informazioni che usano ChatGPT e Google quando consigliano uno studio.
Mandateci l'indirizzo del sito attuale, o raccontateci lo studio: vi diciamo cosa cambieremmo per primo, gratis.
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