Logo Danova TechDANOVATECH
Home/SEO & posizionamento/SEO per e-commerce
SEO e-commerce

SEO per e-commerce.

Un negozio online ha un problema che un sito vetrina non ha: migliaia di indirizzi generati da soli, dai filtri, dalle varianti, dall'ordinamento. Metà del lavoro SEO su un e-commerce non è aggiungere contenuti, è decidere quali di quelle pagine devono esistere per Google e quali no.

Mockup di report SEO per un e-commerce: clic organici, ricavi dalla ricerca, categorie e schede prodotto indicizzate
Mockup illustrativo: SEO per e-commerce misurata in vendite dalle ricerche organiche.

Da cosa si parte

Quattro problemi che hanno quasi tutti i negozi online, in questo ordine.

01

Categorie e filtri fuori controllo

Combinazioni di filtri che generano migliaia di indirizzi quasi identici, e Google che spreca il suo tempo su quelli invece che sui prodotti. Si decide quali combinazioni meritano una pagina vera, quali vanno chiuse e come.

02

Schede prodotto uguali a quelle di tutti

Descrizioni copiate dal listino del fornitore stanno su cento negozi identici. Non è una questione di penalizzazioni: è che non c'è nessun motivo per mostrare la vostra invece delle altre novantanove.

03

Prodotti esauriti e fuori catalogo

L'errore più costoso e più comune: cancellare la pagina di un prodotto che non vendete più, buttando via i link e le posizioni che aveva. Ci sono tre modi corretti di gestirlo, e dipendono dal caso.

04

Prestazioni su telefono

Un catalogo lento converte meno e viene esplorato meno. Immagini, script di terze parti e temi pesanti sono le tre cause nell'ordine, e su un e-commerce si misurano in fatturato, non in punteggio.

Come si misura

Le posizioni non pagano le fatture

Su un e-commerce la SEO ha la fortuna di essere misurabile fino in fondo: non si finisce alla posizione media, si arriva al fatturato per canale, al valore medio dell'ordine e al margine per categoria. È il motivo per cui su un negozio online è molto più difficile raccontare storie, e va bene così.

I numeri che guardiamo sono quattro: fatturato da ricerca organica, ordini, valore medio dell'ordine, e ricavo per categoria messo accanto al margine. Una categoria che porta molto traffico e margine basso non è una priorità, anche se è quella con più ricerche. Questo tipo di ragionamento è dove la SEO smette di essere tecnica e diventa una scelta commerciale.

Sui tempi, onestamente: su un catalogo esistente le prime differenze si vedono in due-tre mesi sulle pagine sistemate, e il quadro completo richiede sei mesi. Su un negozio nuovo, di più. Chi vi promette risultati in poche settimane sta vendendo pubblicità, e la pubblicità può anche essere la scelta giusta, ma è un'altra cosa.

Come lavoriamo

Prima il tecnico,
poi i contenuti.

In quest'ordine, perché scrivere su una struttura sbagliata è lavoro buttato.

  1. Analisi del catalogo e della scansioneQuante pagine esistono, quante ne vede Google, quante portano traffico e quante sono doppioni generati dai filtri. È qui che emergono i problemi veri.
  2. Ricerca sulle categorieCome cerca davvero chi compra i vostri prodotti, con i volumi. Da qui nasce l'albero delle categorie, non dal magazzino.
  3. Interventi tecniciFiltri, doppioni, prodotti esauriti, dati strutturati, prestazioni su telefono. Sono la base e si fanno una volta.
  4. Contenuti dove paganoCategorie principali e schede dei prodotti che contano, non tutte le tremila. Con una priorità basata sul margine.
  5. Misura mensileFatturato organico, ordini e ricavo per categoria. Report leggibile in cinque minuti, senza grafici decorativi.
Domande frequenti

Le risposte che servono davvero.

Quanto costa la SEO per un e-commerce?

L'analisi iniziale con il piano di interventi è un lavoro a sé e si paga una volta: per un catalogo di media dimensione sta nella fascia bassa delle quattro cifre. L'attività continuativa dipende da quante categorie e schede si sistemano ogni mese, e si concorda a mesi con un perimetro scritto. Non vendiamo pacchetti a forfait senza aver visto il catalogo.

Cosa faccio con i prodotti esauriti o fuori catalogo?

Dipende dal caso, e ci sono tre strade corrette: se il prodotto tornerà, si tiene la pagina dicendo che è momentaneamente esaurito e proponendo alternative; se non tornerà ma esiste un sostituto, si reindirizza a quello; se non tornerà e non ha sostituti, si tiene la pagina con le alternative della categoria. Quello che non va fatto quasi mai è cancellarla: butta via link e posizioni guadagnate.

Le schede prodotto le scrivete voi?

Possiamo, ma sulle schede tecniche il risultato migliore arriva quando le scrivete voi con un nostro schema: conoscete compatibilità, difetti e domande che vi fanno i clienti, e sono esattamente le informazioni che fanno la differenza. Noi scriviamo le categorie principali, che sono il lavoro più delicato, e vi diamo lo schema per le schede.

Serve anche il blog?

Meno di quanto vi dicono. Su un e-commerce il traffico che vende arriva su categorie e schede prodotto; i contenuti informativi servono per le ricerche di chi non sa ancora cosa comprare, e hanno senso se il vostro prodotto richiede una scelta tecnica. Se il budget è limitato, va prima sulle categorie.

Lavorate sulla piattaforma che usiamo?

Sì, su quelle diffuse e sui negozi sviluppati su misura. Quello che cambia non è il lavoro SEO ma quanto è facile applicarlo: alcune piattaforme in abbonamento non permettono di intervenire su certe parti, e in quel caso lo diciamo subito invece di promettere interventi che non si possono fare.

Come lo cercate

SEO per ecommerce, agenzia SEO ecommerce

SEO per ecommerce, seo per e-commerce, agenzia seo ecommerce, agenzia SEO per e-commerce, posizionamento ecommerce, ottimizzazione ecommerce, SEO negozio online: con o senza trattino è la stessa richiesta, e Google la tratta quasi allo stesso modo. Quello che cambia davvero non è la grafia, è da dove arriva oggi il vostro fatturato.

La domanda che facciamo per prima è sempre la stessa: quanta parte degli ordini arriva oggi da ricerca organica, e quanta da campagne a pagamento. Se il negozio vive di Ads al novanta per cento, la SEO è un investimento che matura in un anno e nel frattempo il budget pubblicitario non si può toccare. Se invece l’organico già porta ordini ma solo sul nome del marchio, il margine di crescita è enorme ed è quasi tutto nelle categorie, non nelle schede prodotto.