Prima la musica
Il brano del momento si ascolta subito dalla home, con il pulsante per scaricare l'MP3. Chi arriva sul sito di un DJ vuole sentire che musica fa prima di leggere chi è: farlo cercare in una pagina interna significa perderlo.
DJ, producer e sound engineer toscano, in radio dal 1976 e da allora nei dancing e nelle discoteche. Le sue produzioni girano, le serate sono ogni settimana, ma mancava un posto unico dove ascoltare la musica, vedere dove suona e chiedere una data senza passare dai social.
Guido Arcangeli lavora con la musica da ballo: cumbia, balli di gruppo, dance, kizomba, liscio e revival anni Settanta e Ottanta. Ha iniziato in radio nel 1976, ha diretto emittenti toscane, ha suonato in locali storici come il Moulin del Topo a Firenze, il Bimbo's a Pistoia e l'All Music Tramp a Montecatini. Oggi produce musica propria e suona ogni settimana nei dancing della Toscana.
Un percorso così, sui social, si frammenta: un brano su una piattaforma, un video su un'altra, le date in una storia che sparisce dopo ventiquattro ore. Chi lo cerca per nome, che sia un ballerino o il gestore di un locale, trova pezzi, non un quadro.
Il sito è quel quadro: la musica da ascoltare subito, l'archivio delle produzioni, le serate, i locali, la storia e un modo diretto per chiedere una data. Tutto all'indirizzo guidoarcangeli.com, che è suo e resta suo.
Il sito di un DJ ha due pubblici: chi balla e chi lo ingaggia. Ognuno doveva trovare quello che cerca in pochi secondi.
Il brano del momento si ascolta subito dalla home, con il pulsante per scaricare l'MP3. Chi arriva sul sito di un DJ vuole sentire che musica fa prima di leggere chi è: farlo cercare in una pagina interna significa perderlo.
Oltre cinquanta produzioni pubblicate, raccolte in una pagina sola con le copertine: cumbia, balli di gruppo, dance, remix. È la pagina che usano i gestori dei locali per farsi un'idea, e quella che fa tornare chi balla.
Il calendario delle prossime serate e l'elenco dei locali e delle residenze in Toscana. Per chi organizza è la prova più concreta: dove suona, con quale continuità, per quale pubblico.
Dalla radio nel 1976 alle discoteche storiche, fino alle produzioni di oggi: la biografia ha una pagina sua, e in home restano i numeri che contano. Dieci nomination radiofoniche, più di cinquanta produzioni, più di trenta locali.
Telefono e WhatsApp sempre a portata di pollice, più un modulo per la richiesta di una serata con data e locale. Il gestore che ha bisogno di un DJ per sabato non compila questionari: scrive, e deve poterlo fare in dieci secondi.
Fondo scuro, un marchio che richiama un disco in rotazione, i colori delle luci da pista. Foto vere delle serate e i video del canale. Il sito ha lo stesso tono delle serate che racconta, ed è veloce anche dal telefono, che è da dove lo aprono quasi tutti.
Per musicisti, DJ, band e artisti i social sono indispensabili per farsi vedere, ma non sono un posto dove farsi trovare. L'algoritmo decide chi vede cosa, i contenuti scorrono via e un profilo può sparire da un giorno all'altro. Un sito con il proprio nome resta, e su Google compare a chi cerca proprio voi.
Il secondo motivo è il lavoro. Chi organizza una serata, un matrimonio o una festa cerca un DJ per zona e per genere: un sito che dice chiaramente cosa suonate, dove e con quale esperienza, e che permette di scrivere in un clic, arriva a quelle ricerche. Un profilo social, quasi mai.
Il terzo è la musica stessa: un archivio ordinato delle produzioni, ascoltabili e scaricabili, vale come un curriculum. Racconta quarant'anni di lavoro meglio di qualsiasi testo.