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Transizione 5.0 nel 2026: cosa è finito e cosa c'è al suo posto

Se state cercando «Transizione 5.0» per capire se potete ancora accedere all'incentivo, la risposta breve è no: quella misura ha chiuso. Dal 2026 c'è un meccanismo diverso, per certi versi più semplice, e cambia anche quali software rientrano. Questa pagina spiega cosa è cambiato senza vendervi niente.

Aggiornato l'11 settembre 2026 · Danova Tech

Mockup di scheda riassuntiva: transizione 5.0 e agevolazioni 2026: come orientarsi
Mockup illustrativo: scheda riassuntiva della guida “Transizione 5.0 e agevolazioni 2026: come orientarsi”.
Sintesi

In quattro righe

  • Transizione 5.0 non è più attivabile. Era il credito d'imposta legato a un risparmio energetico dimostrato, nato nel 2024. Le risorse sono esaurite e la finestra si è chiusa.
  • Al suo posto c'è l'iperammortamento 2026-2028, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025, articolo 1, commi 427-436). Non è più un credito d'imposta: è una maggiorazione del costo deducibile.
  • Non serve più dimostrare un risparmio energetico. È la differenza strutturale rispetto a Transizione 5.0, e per molte aziende è una semplificazione notevole.
  • La maggiorazione arriva al 180% sul primo scaglione di investimento, e le domande passano dalla piattaforma del GSE.
Il passato

Che cos'era Transizione 5.0

Transizione 5.0 era un credito d'imposta sugli investimenti in beni strumentali 4.0, subordinato a una condizione precisa: il progetto doveva produrre una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% sulla struttura produttiva, oppure almeno il 5% sul singolo processo interessato. Il risparmio andava certificato prima e dopo, con perizie.

Quella condizione è il motivo per cui la misura ha funzionato meno del previsto. Non perché le aziende non volessero risparmiare energia, ma perché dimostrarlo in modo certificabile richiedeva un lavoro tecnico e documentale che, su investimenti medi, costava una quota non banale del beneficio. Molte pratiche si sono fermate lì.

Il presente

Cosa c'è adesso: l'iperammortamento 2026

La Legge di Bilancio 2026 ha cambiato il meccanismo alla radice. Non si parla più di un credito da usare in compensazione con F24, ma di una maggiorazione del costo ammortizzabile: il bene si deduce per un valore superiore a quello che è costato davvero, spalmato sugli anni di ammortamento.

La differenza pratica è di cassa. Il credito d'imposta si usava subito, l'iperammortamento segue il piano di ammortamento e quindi restituisce il beneficio in più esercizi. In compenso sparisce l'adempimento che bloccava tutti: il risparmio energetico certificato non è più un requisito.

La dotazione è di circa 9,8 miliardi di euro e non funziona a plafond che si svuota, ma con un monitoraggio degli oneri affidato al Ministero dell'Economia. Non è la stessa cosa di un click day, ma non è nemmeno una misura illimitata: chi arriva dopo rischia comunque di trovare la porta chiusa.

Numeri

Le aliquote, per scaglioni

  • +180% sulla quota di investimento fino a 2,5 milioni di euro
  • +100% sulla quota tra 2,5 e 10 milioni
  • +50% sulla quota tra 10 e 20 milioni

Le percentuali si applicano a scaglioni, non all'intero importo: un investimento da 3 milioni prende il 180% sui primi 2,5 e il 100% sui restanti 500.000. Il beneficio fiscale effettivo dipende dall'aliquota IRES e dal piano di ammortamento del bene, e questo è esattamente il punto in cui serve il vostro commercialista e non un'agenzia informatica.

Il punto pratico

Quale software rientra davvero, e quale no

È la domanda che ci fanno più spesso, e la risposta onesta delude una parte di chi la fa. I software agevolabili sono quelli elencati negli allegati alla norma, e hanno tutti una caratteristica in comune: servono a far funzionare, coordinare o monitorare beni materiali 4.0 interconnessi.

  • Rientrano, in genere: sistemi MES per il coordinamento della produzione, SCADA per la supervisione di impianto, piattaforme PLM, PDM ed EDM per la gestione del ciclo di vita del prodotto, piattaforme IoT e cloud di fabbrica, applicazioni di realtà aumentata e virtuale per manutenzione e formazione tecnica.
  • Non rientrano: il sito web, l'e-commerce, il gestionale amministrativo generico, il CRM commerciale, il software di contabilità, l'app per i clienti. Sono investimenti spesso ottimi, ma non sono questo incentivo.

C'è poi il requisito che scarta più pratiche di ogni altro: l'interconnessione. Il bene deve dialogare con il sistema di gestione della produzione o con la rete di fornitura, in modo documentabile. Un macchinario nuovo ma isolato non è un bene 4.0, per quanto sia moderno.

Se quello che vi serve è un gestionale su misura o un e-commerce, la strada non è questa: è una spesa normale, con la sua deducibilità ordinaria. Diffidate di chi ve la fa passare per agevolata.

Procedura

Le tre comunicazioni al GSE, e le date

La procedura è in tre passaggi, tutti sul portale del GSE con accesso SPID:

  • Comunicazione preventiva. Prenota le risorse. La piattaforma ha aperto il 12 giugno 2026.
  • Comunicazione di conferma. Entro 60 giorni dall'esito positivo della preventiva, e richiede ordini accettati e almeno il 20% del costo già versato. La piattaforma delle conferme ha aperto il 21 luglio 2026.
  • Comunicazione di completamento. Entro il 15 novembre 2028, con investimenti da completare entro il 31 dicembre 2028.

Servono inoltre una perizia asseverata da un tecnico abilitato sulle caratteristiche 4.0 e sull'interconnessione, e una certificazione contabile rilasciata da un revisore legale sulle spese effettive. Non sono formalità: sono i due documenti su cui si gioca la tenuta della pratica in caso di controllo.

Un dato che dà la misura della corsa: a metà agosto 2026 il GSE aveva già ricevuto circa 15.000 richieste per 4,75 miliardi di investimenti, di cui poco meno della metà arrivate alla fase di conferma. Il 98% riguarda beni materiali.

Da fare

Cosa fare adesso, in ordine

  • Prima il progetto, poi l'incentivo. Se l'investimento ha senso solo grazie all'agevolazione, quasi sempre non ha senso. L'incentivo cambia il ritorno, non lo crea.
  • Verificate l'interconnessione prima di firmare l'ordine. È l'unico requisito che non si può sistemare a posteriori, e va discusso con il fornitore del macchinario mentre state trattando, non dopo.
  • Parlate con il commercialista prima della comunicazione preventiva. La scelta tra iperammortamento e altre deduzioni dipende dal vostro conto economico, non dalla misura in sé.
  • Se il vostro investimento è un gestionale, un sito o un e-commerce, mettetelo su un binario diverso. Valutatelo per quello che rende, non per quello che non sconta.
Avvertenza

Una nota onesta su questa pagina

Danova Tech è una software house, non uno studio fiscale. Quello che leggete qui è un riassunto delle fonti pubbliche aggiornato all'11 settembre 2026 e serve a capire il quadro, non a decidere. La norma di riferimento è la legge 199/2025 (articolo 1, commi 427-436), con il decreto interministeriale MIMIT-MEF del 7 maggio 2026 e il decreto direttoriale del 10 giugno 2026 per le modalità operative; il testo aggiornato e la modulistica stanno sul sito del GSE e su quello del MIMIT.

Prima di impegnare soldi, fate verificare la vostra posizione a un commercialista e, per la parte tecnica dei beni, a un tecnico abilitato che firmi la perizia. Se invece la domanda è se un certo software rientra o no fra i beni immateriali 4.0, quella ve la possiamo guardare insieme: è una lettura di mezz'ora e non la fatturiamo.

Domande frequenti

Posso ancora accedere a Transizione 5.0 nel 2026?

No. La finestra di Transizione 5.0 si è chiusa e le risorse sono esaurite. Gli investimenti nuovi ricadono nell'iperammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, che ha regole diverse: nessun obbligo di risparmio energetico, maggiorazione dell'ammortamento fino al 180% e domanda al GSE.

L'iperammortamento 2026 richiede ancora il risparmio energetico?

No, ed è la differenza principale rispetto a Transizione 5.0. La riduzione dei consumi del 3% sulla struttura o del 5% sul processo era il requisito che bloccava più pratiche. Nella misura 2026 non c'è: restano i requisiti 4.0 e l'interconnessione documentata.

Un gestionale su misura o un e-commerce rientrano nell'agevolazione?

Di norma no. I software agevolabili sono quelli collegati a beni materiali 4.0 interconnessi: MES, SCADA, PLM, PDM, piattaforme IoT e cloud di fabbrica. Un gestionale amministrativo, un CRM commerciale, un sito o un e-commerce sono spese ordinarie, con la loro normale deducibilità.

Che differenza pratica c'è fra credito d'imposta e iperammortamento?

Il credito d'imposta si usava in compensazione con F24 e il beneficio arrivava presto. L'iperammortamento aumenta il costo deducibile e segue il piano di ammortamento del bene, quindi restituisce il vantaggio in più esercizi. A parità di percentuale, l'effetto sulla cassa è più lento.

Quali sono le scadenze da tenere d'occhio?

La comunicazione di conferma va inviata entro 60 giorni dall'esito positivo della preventiva e richiede ordini accettati e almeno il 20% del costo versato. La comunicazione di completamento scade il 15 novembre 2028, con investimenti da chiudere entro il 31 dicembre 2028.