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Come scegliere un gestionale

Scegliere un gestionale è una decisione che vi accompagna per otto o dieci anni, e nella quasi totalità dei casi viene presa confrontando funzionalità in una tabella. È il modo sbagliato: le tabelle dei fornitori dicono tutte sì a tutto. Questa guida propone un metodo diverso, fatto di domande scomode e di un conto su tre anni.

Aggiornato il 12 settembre 2026 · Danova Tech

Mockup di scheda riassuntiva: come scegliere un gestionale senza pentirsene
Mockup illustrativo: scheda riassuntiva della guida “Come scegliere un gestionale senza pentirsene”.
Sintesi

In cinque righe

  • Non partite dalle funzioni: partite dai vostri due o tre problemi veri. Se non sapete dire quali sono, nessun gestionale li risolverà.
  • Chiedete una dimostrazione sui vostri dati, non sui loro. La maggior parte dei fornitori resiste a questa richiesta, e la resistenza è già un'informazione.
  • Fate il conto su tre anni, non sul prezzo di acquisto. Canoni per utente, moduli, assistenza, aggiornamenti e giornate di avviamento.
  • Chiedete come si esce. Chi non sa spiegarvi come esportare i vostri dati in un formato aperto vi sta vendendo una dipendenza.
  • Il su misura non è sempre meglio. È meglio quando avete una lavorazione vostra. Se lavorate come tutti, il prodotto pronto vince.
Punto di partenza

Prima i problemi, poi i programmi

Il modo più comune di iniziare è chiedere preventivi a tre fornitori e confrontarli. Il modo che funziona è scrivere prima, su un foglio, le due o tre cose che oggi non funzionano e che costano soldi misurabili. Non dieci: due o tre.

Esempi di problemi scritti bene: non sappiamo il margine di una commessa prima di averla chiusa; le giacenze a sistema non corrispondono agli scaffali e spediamo in ritardo; una parte degli interventi non viene fatturata perché i rapportini si perdono; il preventivo richiede quattro ore perché le regole di prezzo stanno nella testa di una persona.

Esempi di problemi scritti male: vogliamo digitalizzarci; ci serve un ERP; vogliamo essere più efficienti. Non sono problemi, sono desideri, e un fornitore ci può far entrare qualunque cosa.

Con due o tre problemi scritti in mano, la valutazione cambia natura: non chiedete più cosa sa fare il vostro software, ma fatemi vedere come il vostro software risolve questo. È una domanda a cui le tabelle non sanno rispondere.

Le domande

Otto domande da fare a ogni fornitore

Nell'ordine in cui conviene farle. Le risposte, più che il prodotto, vi dicono con chi state trattando.

  • Possiamo vedere una dimostrazione con i nostri dati? Anche parziali, anche un solo articolo e un solo cliente. Chi dice di no sta proteggendo qualcosa.
  • Quanto costa in tre anni, tutto compreso? Licenze o canoni per utente, moduli, giornate di avviamento, formazione, assistenza, aggiornamenti. Su un foglio, con i numeri.
  • Che cosa succede quando arrivano due utenti nuovi? È la domanda che smaschera i modelli a canone per postazione, dove il costo cresce con voi.
  • Come esportiamo i nostri dati se un giorno cambiamo? Formati aperti, senza costi aggiuntivi, senza chiedere il permesso. Se la risposta è vaga, è un no.
  • Chi fa l'avviamento, e quante giornate sono comprese? L'avviamento è dove i progetti muoiono. Il numero di giornate e il nome della persona sono più importanti di tre funzioni in più.
  • Il sistema si collega a quello che abbiamo già? Chiedete come, non se. Interfacce documentate, file scambiati, modulo a pagamento: sono tre risposte molto diverse.
  • Chi risponde quando qualcosa non va, e in quanto tempo? Un numero di telefono, un orario e un tempo dichiarato. Non un portale.
  • Posso parlare con un cliente simile a noi? Stessa dimensione, stesso settore. Se in dieci anni non c'è nessuno disposto a parlare, è un dato.
Il conto che nessuno fa

Su tre anni, i numeri si ribaltano spesso

Il confronto che cambia le decisioni è quello a tre anni, perché i modelli di prezzo sono costruiti per apparire diversi da come sono. Un prodotto in abbonamento a 60 euro per utente al mese, su quindici persone, fa 32.400 euro in tre anni, a cui si aggiungono l'avviamento e i moduli. Molte aziende scoprono questa cifra dopo, quando l'alternativa non è più sul tavolo.

Un prodotto a licenza con manutenzione annuale ha un esborso iniziale più alto e un costo ricorrente più basso, ma va verificato cosa comprende la manutenzione e cosa succede se non la si paga: in alcuni contratti il software continua a funzionare, in altri no.

Uno sviluppo su misura ha il conto opposto: costo iniziale più alto, nessun canone per utente, e l'asset resta vostro. Si ripaga in genere in due o tre anni contro un abbonamento con molte postazioni, e non si ripaga mai se avete cinque utenti e un processo standard.

Mettete le tre colonne su un foglio con dentro tutto, compresi i vostri giorni di lavoro per l'avviamento, che sono un costo reale anche se non c'è una fattura. La risposta salta agli occhi, e spesso non è quella che vi aspettavate.

Da evitare

I cinque errori che vediamo più spesso

  • Comprare tutto subito. Il progetto grande, tutte le aree insieme, avviamento a gennaio. Fallisce per eccesso di fronti aperti. Una tappa alla volta, con un risultato utilizzabile ciascuna.
  • Decidere senza chi lavorerà col sistema. Se il magazziniere e il capo reparto non hanno visto niente prima della firma, l'avviamento sarà una guerra. Portateli alla dimostrazione.
  • Scegliere il software prima di sapere chi fa i dati. Anagrafiche, distinte, giacenze iniziali: la loro preparazione è la metà nascosta di ogni progetto, e va assegnata a qualcuno con un nome e una data.
  • Credere che il gestionale sistemerà i processi. Un processo confuso digitalizzato resta confuso e diventa più rigido. Prima si semplifica, poi si informatizza.
  • Ignorare come si esce. Il costo di un gestionale sbagliato non è quello che avete pagato: è il fatto di non poterlo lasciare. Chiedetelo prima della firma, non dopo.
Prodotto o su misura

Quando il su misura conviene davvero

Lo scriviamo anche se sviluppiamo gestionali su misura, perché un progetto su misura sbagliato è un problema per tutti, e primo di tutto per noi.

Il su misura conviene quando c'è una lavorazione, una regola di prezzo o un modo di contare che è vostro e che i prodotti non sanno rappresentare: unità di misura doppie, conto lavoro, configurazioni, rese, listini con molte regole. Conviene anche quando il numero di utenti rende i canoni insostenibili, o quando il gestionale è un vantaggio competitivo e non un adempimento.

Non conviene per gli adempimenti obbligatori — contabilità, fatturazione, invii telematici, paghe — dove le regole cambiano e un fornitore specializzato le mantiene per voi a una frazione del costo. Non conviene se lavorate come tutti e vi bastano le funzioni standard. Non conviene se non avete in azienda nessuno che possa dedicare tempo al progetto.

La soluzione che funziona più spesso, nella nostra esperienza, è mista: prodotto standard per la parte obbligatoria, su misura per le due o tre aree che vi distinguono, e un'integrazione fra i due fatta come si deve. Costa meno di un ERP completo e regge meglio negli anni.

Domande frequenti

Le risposte che servono davvero.

Quanto tempo serve per scegliere un gestionale?

Da sei settimane a tre mesi per una PMI, se il metodo è ordinato: due settimane per scrivere i problemi, tre o quattro per vedere tre fornitori con i vostri dati, una per fare il conto a tre anni. Le scelte fatte in due settimane si pagano dopo, e quelle che durano un anno costano in tempo più di quanto facciano risparmiare.

Meglio un gestionale in cloud o installato in azienda?

Dipende dalla vostra connessione, da quanto è critica la continuità e da chi può occuparsi dei server. Il cloud toglie manutenzione e costa un canone; l'installazione in azienda costa in hardware e competenze e vi rende indipendenti dalla rete. Abbiamo una guida dedicata al confronto, con i casi in cui ciascuna scelta è quella giusta.

Quanto costa un gestionale per una PMI italiana?

Un prodotto in abbonamento parte da poche decine di euro per utente al mese, e su quindici utenti fa cifre a cinque zeri in tre anni. Un gestionale su misura parte in genere dalla fascia medio-alta delle quattro cifre per la prima area in produzione e cresce a tappe. Il numero che conta è il totale a tre anni, con avviamento e assistenza dentro.

Devo cambiare gestionale o migliorare quello che ho?

Nella maggior parte dei casi che vediamo, il gestionale esistente non è il problema: è usato al trenta per cento, e la parte utile vive su fogli di calcolo a fianco. Prima di sostituire, vale la pena chiedersi se il sistema attuale copre già quello che serve e cosa manca davvero. Sostituire è la decisione più costosa e rischiosa fra quelle disponibili.

Chi deve decidere in azienda?

La decisione è della direzione, ma la valutazione deve coinvolgere chi userà il sistema tutti i giorni: magazzino, reparto, amministrazione, commerciale. I progetti che saltano in avviamento sono quasi sempre quelli scelti da due persone e imposti a trenta.